Dillo con un libro! – Tutto sta nel cominciare

18.11.2015 leggere in famiglia per crescere2Una domanda ormai da qualche tempo imperversa tra gli interessati e i curiosi di libri per bambini: quando e come un genitore dovrebbe cominciare a leggere al proprio bambino? Le risposte a nostro avviso possono essere molte e se è vero che “chi prima inizia è a metà dell’opera” è anche vero che “tutte le grandi cose hanno piccoli [e tanti] inizi”.

L’avanguardia ci dice che “si comincia a leggere fin da quando si è nella pancia!”.

npm6Non sono pochi gli studi che ci dicono che a leggere ai propri figli si può cominciare fin da quando essi sono ancora nel pancione della mamma. Già perché fin dal quarto mese di gestazione il nostro piccolo comincia a percepire i suoni: sobbalza per i rumori, riconosce le voci familiari, è già partecipe del mondo che lo circonda e che circonda la sua mamma. Per questo è già in grado di ascoltarci. E cosa c’è di meglio che cominciare a creare fin da quel momento il rito che ci accompagnerà per tutta la vita? Cosa c’è di meglio che far percepire al nostro bambino che ci stiamo dedicando già alla sua cura e che stiamo preparandoci ad accoglierlo nel migliore dei modi?

Ecco che da qui può iniziare la strada che ci porterà ad essere genitori e che ci farà essere attenti a tutto ciò che potrà creare benessere al nostro bambino.

Tra gli attrezzi del mestiere di genitore è importantissimo inserire la lettura, le storie e i libri e, sia che siate esperti conoscitori di libri per bambini, sia che invece non si sia già avvezzi a questo mondo, potrebbe non essere male cominciare a recuperare quello che ricordiamo che ci veniva recitato durante la nostra infanzia: le filastrocche, le conte e le ninna nanne. Queste sono in genere patrimonio di tutti e possono essere considerate il migliore dei benvenuti. Le parole in filastrocca con le loro rime, la loro musicalità, la loro particolare prosodia aiutano i genitori a coccolare il bebè appena arrivato, lo fanno sentire subito amato e lo tranquillizzano (ancora meglio se le filastrocche e le canzoncine sono le stesse che abbiamo già fatto ascoltare ai nostri piccoli nel momento dell’attesa).

Quando il piccolo cresce, a partire dai sei mesi, le filastrocche servono anche per giocare con le parole dando sempre nuovi stimoli sonori che verranno presto raccolti dando il via a quella serie di tentativi che porteranno a formulare, verso il primo anno di età, le prime parole. Poi, mano a mano che i piccoli cresceranno, sapranno riconoscere meglio la sonorità e i significati e così non sarà difficile passare alla poesia, che ancora in Italia è molto poco letta da piccoli e grandi.

stracciaburattaE come si comincia se non ricordiamo le filastrocche e le conte che recitavamo o ci recitavano un tempo? Ricorriamo ai libri che le raccolgono e che possiamo trovare in biblioteca. Il libro dei libri di tutte le raccolte di filastrocche è Straccia Buratta la micia e la gatta di Francesca Lazzarato (Mondadori, 1989), ormai un classico: purtroppo al momento lo trovate solo in biblioteca, ed è un peccato perché sarebbe proprio un libro che tutti dovrebbero avere in casa. Raccoglie tante filastrocche lunghe e corte che proprio come le fiabe arrivano da tempi e luoghi lontani: nessuno sa con precisione chi le abbia inventate e da dove vengano. Una volta tutti ne sapevano moltissime. Ora invece sono in pochi a ricordarle. Ma grazie a questo libro ne scoprirete le origini, le melodie, gli innumerevoli utilizzi. L’autrice è Francesca Lazzarato, scrittrice e studiosa di letteratura popolare e per l’infanzia, lavora nell’editoria da molto tempo ed è una delle donne che ha contribuito negli anni ’80 e ’90 a far realizzare all’editoria per ragazzi in Italia un enorme salto di qualità.

 anghingòAn ghìn gò, filastrocche, canzoncine e stroccole da leggere ad alta voce per farsi venire la ridarella di Emanuela Bussolati (Il Castoro, 2014) è un libro bellissimo, di grande formato, con 34 filastrocche, canzoncine e stroccole per tutte le età, divertente non solo per il contenuto, ma anche per la scelta grafica e perché a corredo di questa edizione c’è un bel gioco dell’oca che va giocato recitando le filastrocche contenute nel libro (che così non possono non essere imparate a memoria!). L’autrice della raccolta e delle immagini è Emanuela Bussolati, architetto che da sempre progetta libri per bambini. Scrive e illustra ed è stata direttrice editoriale di due case editrici per bambini. Pensate solo che è lei la mamma di Piripù ed ha vinto il Premio Andersen nel 2013 come migliore “autrice completa”.

Pisopisello di Gabriele Clima (La Coccinella, 2012) raccoglie filastrocche popolari come Il cavallo del bambino, Vieni vieni gocciolina e canzoni bellissime come Volta la carta. Uno dei vantaggi di questo libro è che è un cartonato, quindi perfetto anche perché venga lasciato in mano ai piccoli che fanno fatica a girare le pagine di carta rischiando sempre di strapparle. L’autore è Gabriele Clima, scrittore e illustratore, è attualmente direttore artistico della casa editrice La Coccinella per la quale scrive libri gioco e filastrocche per la fascia d’età da 3 a 6 anni.

L’elenco potrebbe continuare con tanti altri titoli, ma ci fermiamo qui. Consigli e spunti potrete trovarli andando in biblioteca o curiosando da casa nel catalogo online per bambini a questo link .

Ecco perchè le filastrocche potranno esservi utili:

  • per imparare a memoria e recitare
  • per giocare
  • per diventare maghi e streghe
  • per suonare, per ballare per cantare
  • per addormentarsi in pace
  • per inventare nuove filastrocche

Certo non bisogna fermarsi al primo impatto: le filastrocche e le conte ci chiedono di usare immaginazione e creatività e forse davanti a una apparente semplicità nascondono invece la necessità di un impegno supplementare da parte dell’adulto che le usa.

settimananpl2In compenso imparerete e insegnerete un sacco di cose: lo sapete che cos’è una conta, vero? Un gioco per decidere la sorte di qualcuno, ma in modo divertente. Occorre voglia di giocare e un gruppetto di persone (bambini, genitori ecc.). Si comincia a dire la filastrocca scandendo bene bene le sillabe e toccando a ogni sillaba ciascun partecipante. Verso la fine della conta il ritmo rallenta creando un’atmosfera di suspance per terminare con l’ultimo tocco e l’ultima sillaba su colui che dovrà “stare sotto”! Certe conte somigliano a storie assurde, altre sono fatte solo di suoni senza senso.

Certe filastrocche si possono cantare e perfino ballare quando si conosce la musica. Chi sa suonare uno strumento può accompagnarle mentre gli altri canteranno.

Molte filastrocche servono ad accompagnare giochi semplici che si possono fare con i bambini piccolissimi (batti le manine, occhio bello e tante altre), ma anche complessi che vanno bene ad ogni età. I bambini di qualche generazione fa le usavano per giocare. Prima infatti non si usava regalare molti giochi ai bambini che a volte si annoiavano ed andavano a lamentarsi con i grandi. “Mamma non so cosa fare! Mi annoio!” e i grandi rispondevano “Prendetevi per il naso e girateci attorno!!”. Così i giochi si finiva per inventarseli e si giocava con niente, per esempio, con le filastrocche.

Troverete filastrocche lunghissime che magari non raccontano neanche una storia e che vanno avanti tra una rima e l’altra usando le parole semplicemente per il loro suono.

Alla categoria delle filastrocche appartengono anche gli indovinelli e gli scioglilingua, formule magiche e scongiuri.

Insomma questi libri vi aiuteranno a crearvi un repertorio di poesiole e canzoncine da usare con i bambini di tutte le età, per sorprenderli con giochi divertenti e fare passare la noia.

Niente paura, nulla è perso se non avete già cominciato. Ricordatevi che non si è genitori peggiori se non si è cominciato a leggere dal concepimento e non si è migliori se leggiamo tutti i giorni, ma è certo che la lettura è una grande opportunità per noi e i nostri bambini e, appena acquisiamo questa consapevolezza, non possiamo far finta di niente: occorre che ci si metta subito di impegno. Le filastrocche sono un bel modo per cominciare a giocare con le parole, anche se il bimbo è piccolissimo o se è già grande, sono insieme alle fiabe, uno dei regali più belli che possiamo fare ai nostri figli per trasmettere il nostro amore e la conoscenza della tradizione letteraria popolare.

“Dillo con un libro” è una rubrica a cura della Memo – Mediateca Montanari in collaborazione con l’ufficio del Coordinamento Psico-pedagogico dei Servizi Educativi del Comune di Fano

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