Dillo con un libro! – La voce come strumento di accompagnamento alla vita

mammaleggeconbambinoFANO (PU) – Dei vantaggi della lettura ad alta voce vi abbiamo già lungamente parlato illustrandovi quanto la lettura funga da ponte relazionale tra voi e i bambini, tra loro e il mondo. Ci piacerebbe focalizzarci in questo articolo su uno degli strumenti fondamentali quali quello della VOCE: la vostra, di chi legge.

La lettura ad alta voce non è solo una maniera per conquistare non lettori, o per incoraggiare i lettori deboli. È anche, come scrive “The Atlantic”, un’arte intima e perduta che può essere riscoperta, anche tra lettori sicuri di sé, per condividere l’emozione speciale di un libro. Ed è il modo migliore per avvicinare i bambini ai libri. Per ampliare il loro vocabolario. Per migliorare la loro competenza emotiva. Per entrare in relazione con loro. Per farne, da grandi, dei lettori. Ma almeno questi fatti, per fortuna, sono ormai ampiamente noti. La lettura ad alta voce è, infine, uno straordinario, e temo invece sottovalutato, strumento didattico.

22.11.205 leggere in famiglia per divertirsiLa dott.ssa Testa conclude il suo articolo riportando alcuni episodi in cui lei si trovò auditrice di letture ad alta voce che ancora ricorda e che le si riaffacciano alla memoria uditiva ogni qualvolta si avvicina a quel particolare libro, quello che scrive è interessante ed è utilissimo per capire, appunto, la valenza fondamentale della lettura ad alta voce:

“Sono i toni, le pause, gli accenti e i colori della voce di Antonielli a dare ai testi non solo comprensibilità, indicando quel che i testi “vogliono dire”, ma anche fascino, verità, vigore, passione e incanto. Solo dal modo in cui Antonielli dice il nome “Ingravallo” noi, seduti ad ascoltarlo, sentiamo (e non con le orecchie, ma attraverso un’emozione) di che umore è il commissario in quel punto della vicenda. È la voce che legge a trasmetterci la furia implacabile che anima l’invettiva di Eros e Priapo. A dirci che cos’è davvero La cognizione del dolore. Gli apparati critici vengono dopo.  Annamaria Testa (citazione tratta da “Internazionale” >> http://www.internazionale.it/opinione/annamaria-testa/2016/03/21/leggere-alta-voce ).

E’ la voce, dunque, a veicolare non i significati di quanto letto ma i contenuti affettivi, emotivi e le sfumature utili ad offrire all’auditore strumenti traduttivi del reale che gli permettano di avere chance interpretative varie davanti agli eventi quotidiani, anche e spesso imprevisti. La lettura, insomma, non è solo uno strumento didattico inteso come (e speriamo MAI) “impartizione di lezioni sulla sintassi delle storie”, ma sempre e sempre più in modo raffinato la lettura ad alta voce si offre come potente mezzo per supportare processi di resilienza emotiva davanti all’accadere del mondo.

A Fano lo scorso 21 maggio 2016 si è svolto un interessante incontro di formazione promosso da Nati Per Leggere Provincia Pesaro-Urbino tenuto dalla coppia vincente Alessia Canducci (promotrice del progetto e magistrale lettrice ad alta voce) e Valter Baruzzi (pedagoista) che ha trattato proprio il tema della voce,  sottolineando come le sue caratteristiche prosodiche siano fondamentali per trasmettere un senso molto profondo, oltre il significato letterale, a quanto si legge.19.11.2015 leggere in famiglia per star bene

La componente prosodica della voce (ossia la ritmica e la melodica)  è da considerare una vera e propria forma di contatto emozionale, una forma di abbraccio non corporeo. Ci sono numerosi studi, infatti, di psicoanalisti quali Imbasciati e Pigozzi, che dimostrano come la voce, primariamente come suono carico di emozioni, rivolto direttamente al bambino fin dalla pancia, sia uno strumento fondamentale di relazione e di incoraggiamento alla vita: nel senso di strumento di definizione dei confini corporei – il suono, infatti, viene percepito col corpo ancora prima che l’organo dell’udito sia sviluppato, e nel senso di “chiamare alla vita”, come si legge nell’introduzione a Leggimi Forte – Parla con Lui, a cura di 

“Gli umani, appena nati, paiono esseri fragili e precari, in bilico sul ciglio della vita come sul crinale di una collina. Forse lo sono davvero, o forse è la nostra ansia di genitori che li vede così. Fatto sta che, a quel punto, noi prendiamo d’istinto a chiamarli, con voci e sorrisi, perché da quel crinale si lascino scivolare verso di noi, da questa parte e non da quella. La voce umana ha un potere grande e segreto, che assordati da molti apparecchi rischiamo di dimenticare.

Prima del senso c’è il suono, prima delle parole c’è la voce. Quella voce ha potere sulle cose: le chiama all’umanità, le rende umane. Parliamo agli animali, che non conoscono parole, parliamo a una lapide, a una pianta, a uno specchio; a una persona in coma perché ricordi la vita umana, e vi ritorni.

E a un neonato perché si fidi e vi entri.

La voce echeggia come un canto di balena, in quell’oceano sconfinato e incomprensibile che è una nuova vita, per dire tre sole sconfinate verità: io sono qui, tu sei qui, il mondo è qui. I mesi e gli anni passeranno, quella voce prenderà forma di parole, perline di senso infilate in collane via via più fiorite e complesse: mangia, dormi, ridi, cresci, come stai? Ma sotto quella superficie variopinta, in certe ore del giorno, in certe condizioni di luce, di emozione, di sonno, noi siamo ancora in grado di sentirlo, quel suono senza senso, quella voce senza parole, che non “vuole dire” niente, ma genera umanità.La cosa fondamentale che questo libro dice a un genitore è dunque questa: parla a tuo figlio. Hai un potere di umana magia nella gola, unico eppure comune: perché ne sei avaro?

Parla con lui, con lei. Non negargli ciò che sai fare, che gli serve. E se non sai cosa dire, ci sono sorgenti di parole giuste, che son fatte per questo: leggi un libro. ”

Il nostro suggerimento dunque è quello di usare il vostro strumento voce per leggere, cantare, giocare con i vostri bambini: osate. Fate le voci, le facce, fate a gara a chi allunga o accorcia di più le lettere, le parole, i suoni, a chi riesce a far meglio il rumore del vento, a chi sa ripetere il silenzio…a chi sa fare il passo di formica e a chi invece si diletta in quello d’elefante.

Aiutatevi con libri di qualità…senza paura di sbagliare, perché nel suono della vostra voce ricca dell’amore che provate per il vostro bambino non esiste errore ma solo abbraccio che scalda, coccola, solletica alla vita.

I nostri consigli di lettura:

  • Michael Rosen, Helen Oxenbury, A caccia dell’orso, Mondadori.
  • Eva Rasano, Con le orecchie di Lupo, Bacchilega Junior (i libricini)
  • Silvia Vecchini, Sualzo, Finalmente qui, Bacchilega Junior (i libricini)
  • Bruno Tognolini, Antonella Abbatiello, Tiritere, Panini (zerotre)
  • Bruno Tognolini Pia Valentinis, Mammalingua, Il Castoro
  • Lorenzo Clerici, Tutino e il vento, Minibombo
  • Emanuela Bussolati, Tararì Tararera, Chartusia

Strumenti per adulti

  • Aidan Chambers, Siamo quello che leggiamo, crescere tra lettura e letteratura,Equilibri
  • Aidan Chambers, Il lettore infinito, Equilibri

Riferimenti teorici:

  • Laura Pigozzi, A nuda voce, Edizioni Entigone
  • Imbasciati Antonio, Nuove teorie sul funzionamento della mente, Franco Angeli
  • Imbasciati Antonio; Cena Loredana; Dabrassi Francesca, Psicologia clinica perinatale per lo sviluppo del futuro individuo. Un uomo transgenerazionale, Espress Edizioni

Dispense Nati per Leggere:

“Dillo con un libro” è una rubrica a cura della Memo – Mediateca Montanari in collaborazione con l’ufficio del Coordinamento Psico-pedagogico dei Servizi Educativi del Comune di Fano

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