Filosofia coi bambini – Aprire le menti: il potere delle domande

cosmo1Cosa significa fare filosofia coi bambini? Da questo interrogativo prende le mosse il nuovo spazio dedicato alla Fcb, la “Filosofia coi bambini”, una pratica educativa nata sul nostro territorio grazie a Carlo Maria Cirino, filosofo e dottorando di ricerca presso l’Università di Urbino.

I laboratori, strutturati secondo una precisa metodologia, sono attualmente condotti in alcune scuole primarie e dell’infanzia di Fano, Pesaro ed altre città italiane ed hanno come obiettivo lo sviluppo di forme autentiche di conoscenza e pensiero nel bambino: sono infatti le idee, le parole, i concetti, i sentimenti e le emozioni i protagonisti indiscussi dei laboratori.

Ecco il viaggio che ha intrapreso Tommaso, laureato e dottore di ricerca in filosofia, per accostarsi alla FcB e diventare un “filosofo coi bambini”: questo è il suo diario.

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Aprire le menti: il potere delle domande

Ricordo una domanda che venne posta al corso di formazione per diventare “filosofo coi bambini”: “Cosa fareste se, mentre svolgete uno dei laboratori di filosofia in una classe, venisse messa in discussione la vostra credibilità e posizione, se l’atteggiamento del gruppo o di qualche bambino diventasse ostile, scettico e in qualche modo di ostacolo al tipo di lavoro creativo e intellettuale che state costruendo nell’ora a vostra disposizione?”.

Afferrai il senso di quel rompicapo solo una volta entrato in classe, quando ebbi occasione di vedere i bambini al lavoro su uno specifico percorso proposto dal nostro educatore-filosofo. Il genere di attività intellettuale che questi laboratori di filosofia sollecitano esce dagli schemi con cui evidentemente i bambini sono abituati a misurarsi durante le normali ore di insegnamento: domande insolite (“chi è lei?”, prendendo una compagna di classe dei bambini), reiterate in modo insistente (“ok, si chiama Francesca, ma chi è lei?”), a volte bizzarre (“raccontiamo la favola di Cappuccetto Rosso…”, “ma perché, secondo voi, è rosso?”), altre volte mascherate da facili richieste solo per scoprire idee e problemi nuovi in oggetti ordinari (“cos’è un cucchiaio?”). Sono proprio queste domande-pretesto, ciascuna posta con un preciso senso e scopo, lo strumento privilegiato per mettere i bambini al lavoro con le loro intuizioni, la loro immaginazione ed il linguaggio.

Mi appariva chiaro, dopo qualche ora di osservazione nelle classi, quanto la possibilità di incontrare sfiducia e incomprensione da parte dei bambini fosse reale, proprio alla luce della novità e radicalità dell’approccio educativo adottato, e quanto questa potesse compromettere il funzionamento del metodo stesso.
Dopo il corso di formazione teorica, ho seguito diverse ore di attività nelle scuole, con una decina di classi di diverse età (dai cinque ai nove anni): fortunate le circostanze, ma anche per l’abile perizia del nostro educatore-filosofo, ho riscontrato solo entusiasmo, coinvolgimento ed una notevole esuberanza intellettuale e discorsiva da parte dei bambini: li si trova, magari di prima mattina ancora un po’ assonnati, presi tra la fatica del dover riflettere e ben spiegare i loro pensieri, e l’eccitazione di poter liberare la fantasia interrogandosi anche su cose ordinarie che non compaiono nei libri di scuola.

Contagiato da questo diffuso entusiasmo, tornavo così alla domanda del corso: forse anche io, da filosofo-bambino, dovevo essere pronto a interrogarmi sull’imprevisto, sull’improbabile o sul possibile, solo così la mia mente si sarebbe aperta e il mio pensiero si sarebbe espanso, arricchito, oltre le cose che vediamo e dietro le normali apparenze.

Tommaso Panajoli – Filosofo coi bambini


Tommaso_PanajoliTommaso Panajoli si è laureato in filosofia della scienza nel 2008 presso l’Università di Urbino. Vince una borsa di dottorato triennale presso il “Centro Internazionale di Storia delle Scienze e delle Università” del Dipartimento di filosofia dell’Università di Bologna dove, nel 2012, diventa dottore di ricerca discutendo una tesi sull’educazione scientifica, interessandosi al rapporto di questa con le discipline umanistiche.
Attualmente collabora con il Dipartimento di “Scienze di base e Fondamenti” dell’Università di Urbino, continuando le sue ricerche tra filosofia, scienze ed educazione.
Dall’inizio del 2015 è anche animatore scientifico presso il Museo Villa del Balì, museo con cui sta costruendo una collaborazione anche a fini di divulgazione e ricerca.
Entusiasta della possibilità di lavorare tra ricerca, scuola e mondo della cultura tout court, ha deciso così di apprendere il metodo di filosofiacoibambini quale esempio di strumento innovativo per fronteggiare le sfide e i cambiamenti del mondo dell’educazione.


FilosofiacoibambiniFilosofia coi bambini vede la luce nel 2008 a Pesaro sotto forma di Centro di ricerca artistica e filosofica per la progettazione di laboratori originali e d’avanguardia per bambini, al confine tra didattica dell’arte e filosofia. Dopo tre anni inizia la fase sperimentale che diventa il progetto di dottorato universitario in Scienze della Complessità del dott. Carlo Maria Cirino, presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Nel 2015 nasce Filosofia Coi Bambini – Italia, l’associazione culturale che già vanta importanti risultati e riconoscimenti: 37 scuole raggiunte per un totale di 130 classi e circa 3000 bambini coinvolti; la partecipazione a grandi festival quali Popsophia, Filosofie del Contemporaneo, PordenoneLegge e la Fiera del Libro di Torino; la pubblicazione dei primi due volumi della collana Piccoli Saggi, interamente dedicata al progetto da Safarà Editore; 40.000 visite del sito ufficiale da 40 paesi del mondo, 25.000 like sulla pagina FB, 500 follower su Twitter, nonché oltre 50.000 contatti a seguito dell’articolo apparso sul Corriere della Sera.

Dal settembre 2014 ben ventisette classi delle scuole pilota che hanno adottato il progetto di sperimentazione filosofica secondo il metodo Fcb hanno inserito all’interno dell’orario scolastico un’ora di filosofia a settimana: si tratta di laboratori, strutturati secondo una precisa metodologia, che hanno come obiettivo lo sviluppo di forme autentiche di conoscenza e pensiero nel bambino, e che intendono potenziare l’attenzione, la concentrazione, la memoria, la capacità di scegliere e risolvere problemi e il linguaggio. Filosofia Coi Bambini svolge i suoi laboratori anche in librerie, associazioni, biblioteche, musei, e non solo nella provincia, ma da Mantova a Viterbo, Novara, Molfetta, Ostuni, La Maddalena, Loreto, Lecce, Piacenza, fino alla scuola italiana Marco Polo ad Istanbul, all’interno del Consolato Generale d’Italia.

Per ulteriori informazioni visita il sito ufficiale www.filosofiacoibambini.net o scrivi all’indirizzo filosofiacoibambini@gmail.com.

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