Filosofia coi Bambini – In classe: alla scoperta della mente e delle emozioni

Il primo laboratorio di filosofia coi bambini a cui ho assistito, tra la curiosità e la sorpresa iniziali, era un’attività costruita per allenare la capacità di riflettere sulle emozioni e di spiegarle attraverso le parole: un compito tutt’altro che facile. Si partiva da una serie di immagini mostrate ai bambini; alcune di queste ritraevano persone in situazioni che richiedevano sentimenti ed emozioni per essere comprese. Ogni bambino, a turno, era chiamato a parlare dell’immagine esposta: incominciava prima a descriverla ma era spinto dal filosofo ad andare oltre ciò che vedeva, ipotizzando stati d’animo dietro a una particolare espressione o vicenda umana. La serie di immagini mostrate, però, in quella classe era stata presto interrotta da chi conduceva il laboratorio: in questa classe – mi disse – hanno bisogno di parlare delle proprie paure, di sviscerarle, “tematizzarle” direbbe un filosofo. Le maestre avevano espresso tale esigenza, emersa in non so quale tipo di occasione. Così, da un’immagine che esprimeva uno stato di paura, la discussione era partita liberamente e con decisione da parte del gruppo: cose che spaventano, la paura per i propri cari, situazioni che incutono timore nell’immaginario, nella vita quotidiana e perfino nei sogni.

fcbinclasse2

La flessibilità: credo sia una virtù tipica del pensare filosofico e una caratteristica importante anche nell’approccio sopra descritto ai/dei laboratori. I percorsi di riflessione, immaginazione e discussione proposti in classe non sono mai troppo chiusi o rigidamente prefissati.
Dietro la progettazione di un laboratorio c’è un notevole lavoro di ricerca e sperimentazione sulle abilità che vanno allenate e rinforzate, sui nodi filosofici rilevanti per un bambino, sulle domande che vanno utilizzate per costruire attività che siano utili e possano portare effettivi cambiamenti negli atteggiamenti mentali dei piccoli scolari. Tuttavia la pratica della filosofia coi bambini è anche aperta, libera, “filosofica” appunto! Come nel caso visto, la fcb si presta così a rispondere anche alle specifiche esigenze e situazioni che emergono durante l’anno scolastico o l’ora di lezione e attraverso lo sviluppo dei bambini. Questa è indubbiamente una qualità da ammirare in un progetto educativo fortemente innovativo rispetto all’usuale lavoro svolto a scuola.
La flessibilità, che in fondo significa ricchezza e varietà delle soluzioni e dei risultati prodotti, non esclude il ruolo centrale di alcune idee guida attinte sia dalla ricerca educativa che dalla tradizione filosofica. Ogni laboratorio, in fondo, porta i piccoli a confrontarsi, tramite mezzi talvolta diversi, con quanto rende le nostre vite permeate di filosofia e di problemi filosofici: il destino, il tempo, l’identità delle cose, il cosmo, i rapporti umani, e così via.
bn mani

Tornando a quel primo laboratorio sulle emozioni: il finale fu degno di un dialogo socratico. Tramite una libera discussione, assecondando i loro pensieri ma tenendo sempre in mano la direzione e il senso dell’attività svolta, il filosofo-educatore aveva condotto i bambini in profondità, verso l’origine e la natura della paura, delle loro paure.
Abbiamo paura del buio, dell’ignoto, della perdita di un caro e della noia, perché in fondo ciò che temiamo è l’isolamento, il rimaner soli senza la presenza e il supporto di familiari, amici o altri esseri umani. Tutte le possibilità espresse in classe erano state abilmente ricondotte a questa causa comune e primaria. L’ultima parte del laboratorio aveva creato nei bambini tale consapevolezza e gradualmente si incominciava così a esorcizzare la causa principale della paura.
“Siamo mai veramente soli? E’ possibile essere davvero soli e che tutte le persone che ci circondano – a casa, in città e nel mondo – scompaiano?”. Evidentemente no.

Credo che alla fine dell’ora di filosofia quei bambini non fossero più vicini a diventare dei piccoli filosofi, ma avessero comunque esercitato nuove abilità della mente e acquisito inoltre alcuni elementi per riflettere sulle loro emozioni.
Come si sa, la causa principale della paura è anche l’ignoranza. La filosofia e la ricerca scoprono l’ignoto e ci guidano nell’illuminarne sempre zone diverse.

Tommaso Panajoli – Filosofo coi bambini 


Tommaso_PanajoliTommaso Panajoli si è laureato in filosofia della scienza nel 2008 presso l’Università di Urbino. Vince una borsa di dottorato triennale presso il “Centro Internazionale di Storia delle Scienze e delle Università” del Dipartimento di filosofia dell’Università di Bologna dove, nel 2012, diventa dottore di ricerca discutendo una tesi sull’educazione scientifica, interessandosi al rapporto di questa con le discipline umanistiche.
Attualmente collabora con il Dipartimento di “Scienze di base e Fondamenti” dell’Università di Urbino, continuando le sue ricerche tra filosofia, scienze ed educazione.
Dall’inizio del 2015 è anche animatore scientifico presso il Museo Villa del Balì, museo con cui sta costruendo una collaborazione anche a fini di divulgazione e ricerca.
Entusiasta della possibilità di lavorare tra ricerca, scuola e mondo della cultura tout court, ha deciso così di apprendere il metodo di filosofiacoibambini quale esempio di strumento innovativo per fronteggiare le sfide e i cambiamenti del mondo dell’educazione.


FilosofiacoibambiniFilosofia coi bambini vede la luce nel 2008 a Pesaro sotto forma di Centro di ricerca artistica e filosofica per la progettazione di laboratori originali e d’avanguardia per bambini, al confine tra didattica dell’arte e filosofia. Dopo tre anni inizia la fase sperimentale che diventa il progetto di dottorato universitario in Scienze della Complessità del dott. Carlo Maria Cirino, presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Nel 2015 nasce Filosofia Coi Bambini – Italia, l’associazione culturale che già vanta importanti risultati e riconoscimenti: 37 scuole raggiunte per un totale di 130 classi e circa 3000 bambini coinvolti; la partecipazione a grandi festival quali Popsophia, Filosofie del Contemporaneo, PordenoneLegge e la Fiera del Libro di Torino; la pubblicazione dei primi due volumi della collana Piccoli Saggi, interamente dedicata al progetto da Safarà Editore; 40.000 visite del sito ufficiale da 40 paesi del mondo, 25.000 like sulla pagina FB, 500 follower su Twitter, nonché oltre 50.000 contatti a seguito dell’articolo apparso sul Corriere della Sera.

Dal settembre 2014 ben ventisette classi delle scuole pilota che hanno adottato il progetto di sperimentazione filosofica secondo il metodo Fcb hanno inserito all’interno dell’orario scolastico un’ora di filosofia a settimana: si tratta di laboratori, strutturati secondo una precisa metodologia, che hanno come obiettivo lo sviluppo di forme autentiche di conoscenza e pensiero nel bambino, e che intendono potenziare l’attenzione, la concentrazione, la memoria, la capacità di scegliere e risolvere problemi e il linguaggio. Filosofia Coi Bambini svolge i suoi laboratori anche in librerie, associazioni, biblioteche, musei, e non solo nella provincia, ma da Mantova a Viterbo, Novara, Molfetta, Ostuni, La Maddalena, Loreto, Lecce, Piacenza, fino alla scuola italiana Marco Polo ad Istanbul, all’interno del Consolato Generale d’Italia.

Per ulteriori informazioni visita il sito ufficiale www.filosofiacoibambini.net o scrivi all’indirizzo filosofiacoibambini@gmail.com.

Dillo ai tuoi amici Share on FacebookPrint this pageEmail this to someone


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER