Filosofia coi bambini – Le parole e le cose: la fcb raccontata al pubblico

FullSizeRender (1) - CopiaE’ stato un vero e proprio bilancio del progetto di filosofia coi bambini quello fatto in occasione degli incontri pubblici organizzati la scorsa settimana per illustrare i risultati dei “Piccoli Saggi” a Pesaro, Fano e Mondavio: insegnanti, genitori, bambini e gli esperti che lavorano alla sviluppo e alla diffusione del progetto si sono riuniti per parlare di quanto è stato fatto quest’anno in diverse scuole della provincia.

Chi ha condotto i laboratori di filosofia ha raccontato il lavoro svolto a scuola, accompagnato spesso da opinioni e impressioni generalmente positive, se non proprio entusiaste, da parte di maestre e maestri.

simboliI genitori e il pubblico hanno avuto modo di farsi un’idea più precisa sul senso delle attività che hanno coinvolto i bambini. Non si tratta di studiare la filosofia e i filosofi, con le loro opere e le loro teorie astratte e spesso astruse, bensì di utilizzare vari pretesti e forme espressive (il dialogo, la scrittura, il disegno, il gioco) per allenare l’intelligenza, nel suo senso più ampio e comprensivo: il ragionamento, la ricchezza di linguaggio e la capacità di comprendere la realtà anche attraverso il “come potrebbe essere altrimenti“, immaginando cioè “il possibile” nelle cose, nelle nostre vite e nelle nostre scelte.

Su quest’ultimo punto, molto ha insistito Carlo Maria Cirino, l’ideatore del metodo fcb, attraverso la sua relazione sul progetto di quest’anno, sugli studi alla base del metodo e sulle direzioni future che la filosofia coi bambini si sta preparando a intraprendere.

Un’idea importante, alla base della sua ricerca, proviene dai risultati ottenuti nel lavoro con i bambini della scuola dell’infanzia. Qui l’allenamento “filosofico” è ridotto all’essenziale e si concentra perlopiù sulle parole e sull’arricchimento del linguaggio. I bambini più piccoli, racconta Carlo, hanno paradossalmente un lessico più ricco di quelli che sono ormai inseriti nella scuola primaria; sono concentrati e spronati nell’assimilare più parole possibili e dunque ne assorbono in gran quantità di nuove, talvolta anche senza sapere con precisione il loro significato. Crescendo, molte parole cadono in disuso e vengono così dimenticate. L’attività scolastica e i libri di scuola cominciano a creare un linguaggio più standardizzato e condiviso, ma infondo impoverito e più ripetitivo. Lo scopo di filosofia coi bambini è coltivare quella ricchezza di partenza, cercando di alimentarla fino alla scuola primaria e creando le condizioni per utilizzare le parole e per appropriarsene in contesti più ricchi e diversificati di quelli di una lezione scolastica tradizionale.

La conclusione si può riassumere così: “più parole” significa più modi di descrivere il mondo; più modi di descriverlo abbiamo, più sono le possibilità per raccontare la realtà e la nostra esperienza; questo significa anche avere più modi di relazionarsi alle cose e quindi di agire su queste e, dunque, una maggior libertà d’azione. parole
Tra i risultati messi in luce dalla fcb e mostrati durante gli incontri ci sono dei fogli prodotti durante le sessioni svolte con i bambini dell’infanzia: le tavole mostrano, attraverso dei segni, quanto i bambini nell’utilizzare le parole tendano a ripetersi e a copiarsi o quanto, invece, dopo un certo numero di ore di allenamento, possono essere portati a esplorare la ricchezza del linguaggio, a trarre piacere proprio dal non ripetersi e dal pensare risposte e parole nuove.

11033392_10203751828900188_1362743037_oL’invenzione creativa e l’esplorazione del possibile rimangono dunque un valore portante della filosofia, coi piccoli come coi grandi: significano ricchezza di pensiero e, da filosofo, credo siano la vera via filosofica alla felicità.

Mi sembra interessante riportare allora le parole che ha utilizzato invece il professor Vincenzo Fano (Università di Urbino), filosofo che ha molto a cuore il valore educativo della filosofia e che supervisiona la ricerca di dottorato alla base del metodo di filosofia coi bambini; così Fano ha concluso un incontro dei giorni scorsi, riferendosi al ruolo che l’immaginazione e la possibilità hanno nel metodo fcb:
“Nel detto ‘Se mio nonno avesse le ruote sarebbe una carriola’ è depositata la sfiducia del mondo contadino verso i cambiamenti. L’Italia urbana e industriale è una patina degli ultimi cinquant’anni sopra una tradizione contadina millenaria, in parte bella ma anche piena di durezze e ingiustizie. Impariamo invece a immaginare alternative, a simulare, a non considerare quel detto un divieto, ma solo un monito sulla difficoltà di modificare le cose”.

Tommaso Panajoli – Filosofo coi bambini 


Tommaso_PanajoliTommaso Panajoli si è laureato in filosofia della scienza nel 2008 presso l’Università di Urbino. Vince una borsa di dottorato triennale presso il “Centro Internazionale di Storia delle Scienze e delle Università” del Dipartimento di filosofia dell’Università di Bologna dove, nel 2012, diventa dottore di ricerca discutendo una tesi sull’educazione scientifica, interessandosi al rapporto di questa con le discipline umanistiche.
Attualmente collabora con il Dipartimento di “Scienze di base e Fondamenti” dell’Università di Urbino, continuando le sue ricerche tra filosofia, scienze ed educazione.
Dall’inizio del 2015 è anche animatore scientifico presso il Museo Villa del Balì, museo con cui sta costruendo una collaborazione anche a fini di divulgazione e ricerca.
Entusiasta della possibilità di lavorare tra ricerca, scuola e mondo della cultura tout court, ha deciso così di apprendere il metodo di filosofiacoibambini quale esempio di strumento innovativo per fronteggiare le sfide e i cambiamenti del mondo dell’educazione.


FilosofiacoibambiniFilosofia coi bambini vede la luce nel 2008 a Pesaro sotto forma di Centro di ricerca artistica e filosofica per la progettazione di laboratori originali e d’avanguardia per bambini, al confine tra didattica dell’arte e filosofia. Dopo tre anni inizia la fase sperimentale che diventa il progetto di dottorato universitario in Scienze della Complessità del dott. Carlo Maria Cirino, presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Nel 2015 nasce Filosofia Coi Bambini – Italia, l’associazione culturale che già vanta importanti risultati e riconoscimenti: 37 scuole raggiunte per un totale di 130 classi e circa 3000 bambini coinvolti; la partecipazione a grandi festival quali Popsophia, Filosofie del Contemporaneo, PordenoneLegge e la Fiera del Libro di Torino; la pubblicazione dei primi due volumi della collana Piccoli Saggi, interamente dedicata al progetto da Safarà Editore; 40.000 visite del sito ufficiale da 40 paesi del mondo, 25.000 like sulla pagina FB, 500 follower su Twitter, nonché oltre 50.000 contatti a seguito dell’articolo apparso sul Corriere della Sera.

Dal settembre 2014 ben ventisette classi delle scuole pilota che hanno adottato il progetto di sperimentazione filosofica secondo il metodo Fcb hanno inserito all’interno dell’orario scolastico un’ora di filosofia a settimana: si tratta di laboratori, strutturati secondo una precisa metodologia, che hanno come obiettivo lo sviluppo di forme autentiche di conoscenza e pensiero nel bambino, e che intendono potenziare l’attenzione, la concentrazione, la memoria, la capacità di scegliere e risolvere problemi e il linguaggio. Filosofia Coi Bambini svolge i suoi laboratori anche in librerie, associazioni, biblioteche, musei, e non solo nella provincia, ma da Mantova a Viterbo, Novara, Molfetta, Ostuni, La Maddalena, Loreto, Lecce, Piacenza, fino alla scuola italiana Marco Polo ad Istanbul, all’interno del Consolato Generale d’Italia.

Per ulteriori informazioni visita il sito ufficiale www.filosofiacoibambini.net o scrivi all’indirizzo filosofiacoibambini@gmail.com.

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