Peek-a-boo! – Meglio l’asilo italiano o la nursery americana?

daycare2“You need to get used and love the fact that when you pick up your baby from asilo they smell like another woman. They have been hugged, loved and coddled. Early childcare is a beautiful thing in Italy”.

“Ti devi abituare e amare il fatto che quando vai a prendere il tuo bambino all’asilo ha l’odore di un’altra donna. Sono stati abbracciati, amati e coccolati. La cura dell’infanzia in Italia è qualcosa di meraviglioso”.                Bruce

pit ballsOggi una sbirciatina la diamo nel vero senso della parola! In realtà, questo mese avrei voluto proporvi degli insights di genitori come noi mettendo a confronto le esperienze dirette di famiglie italiane che vivono all’estero (nello specifico in Nord America) con quelle di famiglie anglofone (americane e inglesi) che per amore o per mestiere hanno scelto di crescere i loro bimbi in Italia. Ma dopo aver posto in pieno stile intervista a diversi amici e conoscenti il quesito: “Quali sono le differenze maggiori dal punto di vista culturale e sociale che avete riscontrato nel paese adottivo rispetto a quello natio?”, una di loro ha pensato bene di postarlo sul gruppo Facebook “Americans living in Italy” e i commenti ottenuti sono stati così divertenti e curiosi che ho deciso di deviare dall’intento originario e scrivere invece un articolo sulla cura dell’Infanzia italiana vista da occhi stranieri.

daycareIl primo aspetto su cui pongono l’attenzione le famiglie americane che stanno crescendo un toddler (in questo contesto inteso come bimbo in età nido e materna) in Italia è quello economico. Elizabeth, una mamma originaria di Washington DC, scrive: “L’asilo pubblico è praticamente gratis, 120€ al mese contro i 1800$ a Washington!”. Mentre papà Bruce è rimasto colpito da quanto “amore” viene quotidianamente distribuito nelle nostre scuole dell’infanzia: “Ti devi abituare e amare il fatto che quando vai a prendere il tuo bambino all’asilo ha l’odore di un’altra donna. Sono stati abbracciati, amati e coccolati. La cura dell’infanzia in Italia è qualcosa di meraviglioso”. E subito dopo c’è chi conferma questo pensiero commentando: “Lots of Love, the Italian way!”

A questo punto sono già piacevolmente colpita dal tono decisamente entusiasta dei commenti. Per mia personale esperienza conosco gli americani come genitori estremamente esigenti, super attenti a “riempire” ogni momento della vita dei loro bambini con attività educative e stimolanti, guai a lasciare spazi vuoti, il “dolce far niente” che nel mondo bambino si traduce in gioco libero, è spesso inteso come pigrizia, è mancanza di stimoli che porta a un minor sviluppo cognitivo e di conseguenza allo spauracchio che il proprio figlio non venga accettato nella scuola prescelta. Qualcuno adesso farà fatica a crederlo ma se una delle difficoltà che incontrano i genitori nostrani è quella dell’inserimento del proprio bimbo a causa dei posti limitati, dovete sapere che i bimbi americani vengono sottoposti a dei veri è proprio test d’ingresso prima dei tre anni!

1382-asili-nido-italiani-modello-da-esportareMcKayla, mamma di un bimbo di due anni, era maestra d’asilo nido negli Stati Uniti e commenta: “Il sistema del Daycare in America è molto severo rispetto all’Italia in cui è tutto più rilassato. In America i bambini hanno delle regole precise e possono bere solo se sono seduti…Dio ce ne scampi se un bimbo beve qualcosa mentre sta giocando. È ridicolo. La mia esperienza con gli asili italiani è che ci si preoccupa più di far divertire i bambini che prepararli all’ingresso nella scuola vera e propria. È più orientato sul trasmettere amore che cercare di crescere il figlio di qualcun altro. Ai bimbi non viene mai chiesto di andare oltre le loro possibilità. I bambini negli Stati Uniti sono stressati e qui invece fioriscono”. Non è di questo parere mamma Gloria che invece lamenta agli asili italiani di non avere alcuna impostazione educativa e i suoi bimbi apprendono di più stando a casa. A suo avviso ciò è dovuto al fatto che le maestre d’asilo incontrate fossero già in età pensionabile per cui stanche e annoiate da una quindicina di bambini che corrono su e giù. Ma subito dietro un’altra mamma replica con un voto più che positivo sulle numerose attività proposte nelle nostre Scuole dell’Infanzia: “Ho visitato diversi asili e li ho trovati molto ben gestiti, con differenti attività dall’arte alla cucina, dal teatro alle scienze. Fanno sempre qualcosa! Al termine dell’anno scolastico ogni bambino aveva messo insieme un quaderno con le foto di tutti i progetti realizzati. Inoltre partecipavano a due spettacoli ogni anno, in occasione del Natale e per la fine dell’anno. All’età di quattro anni e mezzo iniziarono un percorso di preparazione alla scuola elementare, scrittura, lettura e alcuni accenni di matematica. Sono rimasta molto soddisfatta della loro educazione in generale”.

I commenti sulle esperienze nelle Scuole dell’Infanzia italiane sono stati solo uno degli interessanti argomenti toccati da questi genitori “acquisiti”, un altro tasto su cui si sono focalizzati è stato…il SONNO dei nostri bambini. Volete sapere cosa ne pensano dei tanto amati (da noi genitori) pisolini diurni?? Ve lo racconterò la prossima volta!

Sam


Samira_LeglibHi, my name is Sam! E sono stata bambina anche io. Amante dei libri fin da piccolissima, quando mi nascondevo nella libreria del nonno e fantasticavo persa, ma non sperduta, tra mille storie ogni giorno diverse. Poi sono cresciuta, ho conseguito il diploma di Maturità Magistrale a Fano e mi sono Laureata in Scienze della Comunicazione a Bologna. Subito dopo ho iniziato a viaggiare, per luoghi e per culture, con un’unica lingua in comune: l’Inglese. Dapprima in Canada, poi in Inghilterra, infine sono approdata negli Stati Uniti. Esterofila dichiarata, non per passione bensì per ragione, sono rientrata in Italia dopo aver risieduto e lavorato a New York per cinque anni: tata full-time di giorno e giornalista la sera e i week-end. E’ appunto Oltreoceano che ho visto quanta offerta e quanta attenzione c’è nella programmazione per i più piccoli: dai musei per bambini alle biblioteche, dai parchi alle scuole di lingua per infanti. Una volta rientrata in patria, ho deciso di dedicare l’esperienza e le competenze acquisite per portare un po’ di quell’offerta nella mia città natale e non solo.

English_for_toddlersConvinta promotrice di supporti e metodologie didattiche innovative, nel 2012 ho dato vita a English For Toddlersun programma one-to-one altamente personalizzato per l’apprendimento della lingua inglese fin da piccoli. Ogni giorno sono alla ricerca di nuove sfere di applicazione affinché la Lingua inglese sia sempre più a misura di bambino fino a diventare semplicemente una nuova amica con cui divertirsi. Last but not least..neomamma di Christopher, un bambino potenzialmente bilingue!

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