Peek-a-Boo! Please sit down, it’s Storytime

storytime4“If every parent understood the huge educational benefits and intense happiness brought about by reading aloud to their children, and if every parent read aloud a minimum of three stories a day to the children in our lives, we could probably wipe out illiteracy within one generation”.

“Se ogni adulto che si prende cura di un bambino si rendesse conto degli enormi vantaggi educativi e della grande felicità che la lettura procura ai figli, e se leggesse ad alta voce almeno tre storie al giorno ai suoi bambini, probabilmente potremmo sradicare l’analfabetismo nell’arco di una generazione“.

 Mem Fox – Autrice di libri per bambini e consulente internazionale di alfabetizzazione

Hello and Happy New Year everyone!

In questo nuovo anno vorrei cogliere l’occasione per invitare tutti, me compresa, ad esprimere il tradizionale “new year’s resolution” ovvero, il proposito per l’anno nuovo. Nello specifico, a voi che siete già lettori di Fanoperbambini.it, il proposito è quello di continuare a leggere..questa volta in Inglese…per i vostri bambini!

Perché e soprattutto quando è tempo di Storytime? 

storytime1Si leggono libri ai bambini fin dal loro primo anno di vita: la storia dopo mangiato, la storia nella sala d’aspetto del pediatra, la storia prima di andare a dormire. Ma avete mai provato a leggere loro una storia in un’altra lingua? Chi ha bambini bilingui per ragioni familiari si è sicuramente già cimentato in quest’impresa, sapendo bene che suo figlio è in grado di capire.

Ma le famiglie dette “monolingua”? Perché leggere libri, ad esempio, in Inglese ai propri figli? E se un genitore ha poca padronanza della lingua e ha timore di fare solo pasticci? E inoltre, quando cominciare?

In molti Paesi l’apprendimento della seconda lingua avviene proprio in un contesto d’uso quotidiano grazie alla lettura e all’ascolto domestico in altre lingue. Oggi, tutti i bambini europei, ormai inseriti in un contesto socio-cuturale multietnico, dovrebbero essere messi nelle condizioni di stabilire tra loro rapporti di positiva convivenza, attraverso un’educazione alla multiculturalità, ovvero alla conoscenza, comprensione e rispetto di usi, costumi, culture e lingue diverse dalla propria.

Primo step: Leggere le immagini

storytime2I bambini sono naturalmente predisposti ed abituati a “leggere le immagini”, ed è proprio grazie a queste che capiranno la storia che viene loro letta. È così del resto che hanno imparato la propria lingua madre. Innanzitutto, bisogna sapere che, per imparare una lingua, un bambino ha bisogno che quest’attività abbia un senso. Essa deve, pertanto, essergli indispensabile per comunicare, oppure deve essere un’occasione per passare un momento piacevole con la mamma, il papà, il nonno o la zia e, soprattutto, deve dargli la possibilità di ascoltare storie nuove. Per questo non è consigliabile leggere libri in inglese che il bambino ha già letto nella sua lingua madre.

Quando iniziare a leggere in un’altra lingua?

storytime3Detto questo, quando cominciare? Quando il bambino è pronto ed è disposto ad ascoltare, il che in una lingua straniera avviene spesso verso i  4-5 anni, ma è possibile sperimentare anche prima. L’esperienza accumulata negli ultimi anni mi insegna che prima ancora di iniziare ad esprimersi nella loro lingua madre, i bambini non oppongono alcuna resistenza all’esposizione ad una lingua “straniera” (in questo caso uso le virgolette perché il bambino mette in atto lo stesso processo di apprendimento utilizzato per la prima lingua con cui si è comunicato con lui sin dai primi mesi di vita).

Successivamente, intorno ai 3-4 anni, il bambino riconosce l’idioma straniero proprio perché a lui non comprensibile, ma è curioso di apprenderlo così come lo è per il mondo che lo circonda. E’ questa la fase necessariamente bilingue, ovvero quando per apprendere una nuova lingua il bambino necessita di tradurla, di metterla a confronto con quella che conosce già, in questo caso l’Italiano. Per questa ragione, superato il momento della lettura per immagini, consiglio di introdurre per gradi la lettura in Inglese passando inizialmente per un momento di puro bilinguismo in cui la storia viene letta una prima volta sia in Inglese che in Italiano agevolando il bambino nella sua comprensione. Successivamente, quando la storia è già nota, è possibile produrre tramite essa svariati stimoli linguistici, dalla sostituzione di termini italiani con quelli inglesi che si intensifica di lettura in lettura, al giocare con le immagini chiedendone il nome in Inglese facendo sì che il libro diventi un vero e proprio strumento didattico. (Alcuni passaggi sono stati tratti da un articolo apparso su milkbook.it)

Cosa mettiamo sul Bookshelf?

Le letture consigliate dipendono dall’età del bambino a cui vengono proposte. Ne suggerisco alcune che ho sperimentato personalmente durante i corsi di english for toddlers e che mi propongo certamente di leggere quest’anno a mio figlio!

Per i più piccoli:

  • Mem Fox: “Hello Baby!”, “Ten little fingers and  ten little toes”
  • Mercer Mayer: “Just For You”
  • Eric Hill “Where is Spot?”

Dai 3 agli 8 anni:

  • Penny Dale: “Ten in the bed”, “Ten out of bed”, “Ten play hide-and-seek”
  • Eric Carle animal series: “Brown bear, brown bear what do you see?”, “The very hungry caterpillar”, “The mixed-up chameleon”, “From head to toe”
  • Micheal Rosen: “We’re going on a bear hunt”
  • Oliver Jeffers: “How to catch a star”, “Lost and Found”
  • David McKee Elmer series

Enjoy reading!

Sam


Samira_LeglibHi, my name is Sam! E sono stata bambina anche io. Amante dei libri fin da piccolissima, quando mi nascondevo nella libreria del nonno e fantasticavo persa, ma non sperduta, tra mille storie ogni giorno diverse. Poi sono cresciuta, ho conseguito il diploma di Maturità Magistrale a Fano e mi sono Laureata in Scienze della Comunicazione a Bologna. Subito dopo ho iniziato a viaggiare, per luoghi e per culture, con un’unica lingua in comune: l’Inglese. Dapprima in Canada, poi in Inghilterra, infine sono approdata negli Stati Uniti. Esterofila dichiarata, non per passione bensì per ragione, sono rientrata in Italia dopo aver risieduto e lavorato a New York per cinque anni: tata full-time di giorno e giornalista la sera e i week-end. E’ appunto Oltreoceano che ho visto quanta offerta e quanta attenzione c’è nella programmazione per i più piccoli: dai musei per bambini alle biblioteche, dai parchi alle scuole di lingua per infanti. Una volta rientrata in patria, ho deciso di dedicare l’esperienza e le competenze acquisite per portare un po’ di quell’offerta nella mia città natale e non solo.

English_for_toddlersConvinta promotrice di supporti e metodologie didattiche innovative, nel 2012 ho dato vita a English For Toddlersun programma one-to-one altamente personalizzato per l’apprendimento della lingua inglese fin da piccoli. Ogni giorno sono alla ricerca di nuove sfere di applicazione affinché la Lingua inglese sia sempre più a misura di bambino fino a diventare semplicemente una nuova amica con cui divertirsi. Last but not least..neomamma di Christopher, un bambino potenzialmente bilingue!

 

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