PEEK-A-BOO! The sooner, the better: perché l’apprendimento precoce è un vantaggio

toddlers_apps_vy85XL8.png.430x0_q85“Every student can learn, just not on the same day, or the same way.”  

 Ogni bambino è capace di imparare. Solamente non nello stesso giorno o nella stessa maniera.

-George Evans-

Spesso, nel richiedere informazioni sui corsi English for toddlers, gli stessi genitori mi domandano anche: “Ma non sarà troppo piccolo per imparare l’Inglese? Ancora non parla bene l’Italiano, non vorrei creargli confusione!”

c954c48b3944a1f3752caa59f4514b52Arrivando da un’esperienza parentale diametralmente opposta (negli Stati Uniti la teoria e la pratica diffusa era in sostanza: prima è, meglio è…per cui il bilinguismo viene proposto fin dalla nascita), mi sono posta anche io questa domanda e ho cercato di documentarmi quanto meglio possibile. Ma, al di là di numerosi studi di settore e teorie documentabili, fin da subito l’esperienza reperita in anni di lavoro “bilingue” con bambini dai 6 mesi ai 6 anni ha fatto sì che una risposta abbastanza consapevole fosse già presente in me.

Innanzitutto ci terrei a precisare che un bambino che sostituisce il termine “verde” con “green” quando gli viene chiesto di che colore sono i prati non è in confusione; lo sarebbe se dicesse “red” per indicare l’erba o le foglie, i due colori infatti sono facilmente invertibili nella mente dei bambini, anche nella lingua madre.

Detto questo, apprendere parallelamente due idiomi linguistici significa sottoporre il bambino a uno sforzo cognitivo? La risposta è assolutamente sì. Ma quello su cui invito a riflettere i genitori tuttora scettici sull’insegnamento precoce della seconda lingua è: quando diventerà materia obbligatoria del piano di studi scolastico non richiederà  anche allora uno sforzo cognitivo?

Qualcuno potrebbe obiettare che rimandare il “carico” da sostenere a quando il bambino sarà più grandicello gli permetterà di affrontarlo con più serenità e consapevolezza, ma qui purtroppo madre natura ribalta le regole e ci dimostra che piccolo è meglio. Lo sviluppo del linguaggio è un processo naturale che ha la sua massima impennata nei primi anni di vita. Il bambino scopre cose nuove ogni giorno e ad ogni cosa dà un nome. L’entusiasmo e la curiosità che lo accompagna in questa fase della sua vita non ha eguali ed è un motore potentissimo e instancabile..qualsiasi genitore potrà confermarlo!

baby-talkingDurante questo turbinio di eventi (i primi passi, le prime pappe, i colori, i suoni, gli oggetti) i bambini sono affamati e, talvolta insaziabili, digeriscono gli input senza sforzo. Allora perché non approfittare di questo momento che chiamo magico dello sviluppo cognitivo per saltare insieme a loro sul treno del bilinguismo?

Incoraggio e sfido i genitori che masticano a fatica l’Inglese a sperimentarlo, attraverso i cartoni in lingua originale, i libri, le canzoncine per bambini su youtube, con i loro figli e si accorgeranno da sé che la comprensione è molto più semplice per i loro cuccioli che per loro stessi.

La mia non vuole essere una crociata, tuttavia il preconcetto che l’apprendimento di una lingua straniera vada rimandato a quando si sia raggiunta una certa padronanza della lingua madre è un argomento che mi sta particolarmente a cuore in quanto ritengo sia piuttosto vero il contrario, ovvero che proporre una seconda lingua in tenera età faciliti il bambino nel suo apprendimento in primis e che in secondo luogo produca anche benefici inaspettati (di questo tratteremo prossimamente).

In conclusione, ogni bambino è differente, ha i suoi peculiari tempi di sviluppo e impara a suo modo, per cui qualsiasi dubbio si possa sollevare sulla materia in questione la risposta migliore la darà sempre il loro sorriso e la loro gioia di vivere.

Provare per credere!

Sam


Samira_LeglibHi, my name is Sam! E sono stata bambina anche io. Amante dei libri fin da piccolissima, quando mi nascondevo nella libreria del nonno e fantasticavo persa, ma non sperduta, tra mille storie ogni giorno diverse. Poi sono cresciuta, ho conseguito il diploma di Maturità Magistrale a Fano e mi sono Laureata in Scienze della Comunicazione a Bologna. Subito dopo ho iniziato a viaggiare, per luoghi e per culture, con un’unica lingua in comune: l’Inglese. Dapprima in Canada, poi in Inghilterra, infine sono approdata negli Stati Uniti. Esterofila dichiarata, non per passione bensì per ragione, sono rientrata in Italia dopo aver risieduto e lavorato a New York per cinque anni: tata full-time di giorno e giornalista la sera e i week-end. E’ appunto Oltreoceano che ho visto quanta offerta e quanta attenzione c’è nella programmazione per i più piccoli: dai musei per bambini alle biblioteche, dai parchi alle scuole di lingua per infanti. Una volta rientrata in patria, ho deciso di dedicare l’esperienza e le competenze acquisite per portare un po’ di quell’offerta nella mia città natale e non solo.

English_for_toddlersConvinta promotrice di supporti e metodologie didattiche innovative, nel 2012 ho dato vita a English For Toddlersun programma one-to-one altamente personalizzato per l’apprendimento della lingua inglese fin da piccoli. Ogni giorno sono alla ricerca di nuove sfere di applicazione affinché la Lingua inglese sia sempre più a misura di bambino fino a diventare semplicemente una nuova amica con cui divertirsi. Last but not least..neomamma di Christopher, un bambino potenzialmente bilingue!

 

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