Peek-a-boo! – Un giorno per essere grati

give thanks“ ̒Thank you̕  is the best prayer that anyone could say”.  Alice Walker

Il prossimo 26 novembre, l’ultimo giovedì del mese, si celebra in tutti gli Stati Uniti il Thanksgiving Day. Forse in pochi, americani compresi, conoscono le vere origini di questa tradizione che storicamente risale al 1621, quando i primi pellegrini (pilgrims) approdarono in Nord America alla ricerca di una maggiore libertà religiosa rispetto a quella concessa loro nel Regno Unito. Ma è solo nel 1789 che George Washington dichiarò Giovedì 26 Novembre festa nazionale, limitatamente a quell’anno, e non in correlazione alla festa del Pellegrino, ma quale “giorno di ringraziamento e preghiera dedicato al servizio dell’Essere glorioso che è il benefico Artefice di tutto ciò che di buono abbiamo ricevuto e riceveremo”. (Fonte:Washington Post)

Thanksgiving or Turkey Day?

Thanksgiving_Day_ParadeTra le cose “buone” per le quali gli americani si sentono grati c’è sicuramente il tacchino ripieno, che campeggia protagonista indiscusso delle tavole dalla East alla West Coast, tanto che in molti hanno bonariamente iniziato a chiamarlo “Turkey Day” con buona pace delle migliaia di tacchini che in tale giorno vengono sacrificati! Un aneddoto racconta che  il figlio di Abraham Lincoln, Tad di dieci anni, si affezionò talmente al tacchino regalato alla famiglia per l’occasione tanto da chiamarlo Jack e implorare il padre di risparmiare l’animale.
Da qui nasce il rito del Thanksgiving Presidential Pardon, ovvero la “grazia” che il Presidente degli Stati Uniti simbolicamente concede ad un tacchino. Insieme al maestoso pennuto è tradizione imbandire la tavola con un contorno di patate dolci e purea di patate, salsa di mirtilli, pannocchie lessate e l’immancabile pumpkin pie, la crostata di zucca! E’ inoltre consuetudine riunire la famiglia e invitarla a partecipare alla preparazione del pranzo (si fa per dire, visto che di regola ci si siede a tavola intorno alle quattro del pomeriggio), mentre i signori uomini impegnano l’attesa guardando la partita di football e prima ancora la tradizionale Thanksgiving Day Parade (la più popolare quella dei grandi magazzini Macy’s).

The Wishbone

Un altro gesto curioso legato al Giorno del Ringraziamento è quello dell’osso del desiderio, whishbone, un osso del petto del tacchino con due estremità che si presuppone vengano separate esprimendo un desiderio. La leggenda vuole che la persona a cui rimane in mano l’estremità più grande vedrà avverare il desiderio dinanzi espresso.

Oggi il giorno del Ringraziamento si celebra da calendario il quarto giovedì del mese di Novembre e con il suo passaggio viene segnato anche l’inizio della stagione natalizia con tutti i crismi commerciali che essa comporta. Ma aldilà delle sue origini che negli anni sono state variamente distorte se non quasi dimenticate, il suo significato profondo si preserva nel nome: Thanksgiving, un giorno per ringraziare e ritrovarsi con i propri cari, il che nella società (non solo americana) frenetica e globalizzata dei giorni nostri non è poi così scontato. Viene da chiedersi se anche nell’Italia delle famiglie mononucleari non sarebbe gradito trovare un giorno per sedersi intorno a una tavola e ringraziare per le cose belle che ci sono state date: dai figli alla salute, a un lavoro, ad una tavola imbandita. Personalmente, to-be-thankful è una delle prime cose che vorrei insegnare a mio figlio e questa tradizione può rivelarsi un’occasione per veicolare il sentimento della gratitudine.

Vi lascio con una poesia di Eileen Spinelli, apprezzata autrice di libri per bambini. Se siamo qui a leggerla, in un portale interamente dedicato ai bambini, viene da sé che non abbiamo bisogno di guardare lontano per vedere le benedizioni che riceviamo ogni giorno.

“Thankful” by Eileen Spinelli:

 Like the gardener, 
Thankful for every green sprout,
And the fireman,
For putting the fire out,
There are everyday blessings,
You don’t need to look far,
To know at a glance,
How special you are.

 Su YouTube trovate il libro illustrato: https://youtu.be/zXLhjE9J-EU

Sam

“One language sets you on a corridor for life. Two languages open every door along the way”.

Una lingua ti apre un corridoio per la vita. Due lingue ti aprono tutte le porte lungo il cammino.

Frank Smith, psicolinguista e ricercatore di sistemi educativi


Samira_LeglibHi, my name is Sam! E sono stata bambina anche io. Amante dei libri fin da piccolissima, quando mi nascondevo nella libreria del nonno e fantasticavo persa, ma non sperduta, tra mille storie ogni giorno diverse. Poi sono cresciuta, ho conseguito il diploma di Maturità Magistrale a Fano e mi sono Laureata in Scienze della Comunicazione a Bologna. Subito dopo ho iniziato a viaggiare, per luoghi e per culture, con un’unica lingua in comune: l’Inglese. Dapprima in Canada, poi in Inghilterra, infine sono approdata negli Stati Uniti. Esterofila dichiarata, non per passione bensì per ragione, sono rientrata in Italia dopo aver risieduto e lavorato a New York per cinque anni: tata full-time di giorno e giornalista la sera e i week-end. E’ appunto Oltreoceano che ho visto quanta offerta e quanta attenzione c’è nella programmazione per i più piccoli: dai musei per bambini alle biblioteche, dai parchi alle scuole di lingua per infanti. Una volta rientrata in patria, ho deciso di dedicare l’esperienza e le competenze acquisite per portare un po’ di quell’offerta nella mia città natale e non solo.

English_for_toddlersConvinta promotrice di supporti e metodologie didattiche innovative, nel 2012 ho dato vita a English For Toddlersun programma one-to-one altamente personalizzato per l’apprendimento della lingua inglese fin da piccoli. Ogni giorno sono alla ricerca di nuove sfere di applicazione affinché la Lingua inglese sia sempre più a misura di bambino fino a diventare semplicemente una nuova amica con cui divertirsi. Last but not least..neomamma di Christopher, un bambino potenzialmente bilingue!

 

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