Universi Sonori – Il mondo prenatale al pianoforte

quadrobambini1La musica, o meglio il suono strutturato, si presenta come un elemento vitale per ogni essere umano, presente fin dai primi istanti del concepimento.
Nella storia della composizione numerosi musicisti hanno cercato di permettere alla musica di rievocare quei momenti archetipici del mondo sonoro prenatale e dei primi momenti di vita terrena.

Mi sono imbattuta di recente in un autore conosciuto, inquadrato nel Romanticismo, nato nel 1810 in Sassonia: Robert Schumann. Lo “sguardo interiore” del Romanticismo portò un enorme vantaggio psicologico: l’uomo scoprì sé stesso, compresa l’Ombra, come “un IO”.

Jean Paul, scrittore e pedagogista tedesco, il primo tra i grandi romantici e modello per Schumann, ha descritto la scoperta dell’Io in un testo autobiografico. Vi riporto il passaggio:
“Mai dimenticherò l’apparizione, non ancora narrata ad alcuno, con la quale assistei alla nascita della mia autocoscienza: ne posso indicare il luogo e l’ora. Una mattina, da bambino, ero sotto la porta di casa e guardavo a sinistra verso la legnaia quando a un tratto la visione interiore, come un fulmine dal cielo, mi portò io sono un Io, e poi restò lì, luminosa: allora, per la prima volta e per sempre, il mio Io vide sé stesso.”

Per Helmut Barz, uno dei maggiori conoscitori della psicologia romantica, questa scoperta di Jean Paul è l’esperienza chiave dell’inizio della modernità. L’uomo scopre sé stesso, il suo Io e anche il bambino che era un tempo e via via gli albori dell’esistere, la vita intrauterina.
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In musica, Schumann si avventura in un’opera di tredici brani raccolti sotto il nome di “Scene Infantili”, e propone un bambino che scopre la sua individualità, il suo Io partendo proprio dalla relazione simbiotica con la madre.
Nel Romanticismo, la relazione tra madre e bambino fu riscoperta come valore. Nacquero le prime famiglie borghesi così come le conosciamo oggi, con donne che si dedicavano in prima persona alla crescita dei propri figli assumendo un ruolo nuovo, prima affidato alle balie. Gli stessi matrimoni, da espressamente di convenienza, iniziano a tendere verso i valori romantici legati alla relazione e al sentimento. L’amore tra madre e bambino vive nelle camerette, e proprio in questo contesto familiare si muovono le musiche delle Scene infantili di Schumann.

Oggi sappiamo che lo sviluppo inizia molto prima che sia possibile uno scambio “intersoggettivo” tra madre e bambino. Esso avviene molto prima della nascita e si presenta, come abbiamo visto, legato a suoni come la voce della mamma, ai ritmi del corpo e alla chimica corporea. La musica e l’immagine musicale della mamma risale a questo mondo primario.

schumannSchumann traduce in musica il mondo dell’infanzia e delle sue relazioni sentimentali e dell’incontro con l’identificazione, cioè la coscienza del Sé, ma cosa che mi lascia colpita e che per questo riporto a voi, è la presenza del vissuto intrauterino tradotta in musica, fatta composizione.

Nella prima scena troviamo uno sviluppo ritmico stravagante e soprattutto archetipico che tende al mondo sonoro prenatale.
Schumann tende a rendere in musica il battito cardiaco della madre e del feto, lavorando sulla vera e reale frequenza cardiaca di entrambi i personaggi coinvolti, unita alla rappresentazione musicale del respiro materno, anche questo tradotto per timbro possibile e frequenza ritmica.

Ascoltando il brano si percepiscono le proporzioni, si avverte il modo in cui un bambino non ancora nato sente i respiri della madre, il suo battito cardiaco e il proprio! Nel geniale pezzo di Schumann i modelli toccano i processi archetipici del corpo: respiro e battito cardiaco e la musica romantica raggiunge così un punto di svolta in cui l’interno coincide con l’esterno e tutto può (ri)diventare musica, visto che in una certa fase dell’esistere tutto lo era.

Vi lascio con le parole di Claude Lévi-Strauss: “La musica vive in me, io mi ascolto per mezzo suo”.

Elisa Ridolfi

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Elisa_RidolfiElisa Ridolfi è psicologa, musico-terapeuta, cantante e mamma di 2 bimbe. Dal 1999 si occupa della divulgazione in Italia del Fado portoghese ed ha collaborato con Lucio Dalla, Eugenio Finardi, Peppe Servillo, Francesco Di Giacomo (voce del Banco del Mutuo Soccorso), Enzo Gragnaniello, Fausto Cigliano, Marco Poeta, Musicultura…e a livello internazionale con Ana Moura, Jorge Fernando, Riccardo Ribeiro, Ana Sofia Varela, Antonio Chainho, Argentina Santos etc…Da sempre sperimentatrice vocale studia, grazie agli ultimi anni vissuti tra gravidanze e post-parto e al diploma conseguito all’università di Bruxelles in musicoterapia, il magico mondo della musica e del canto prenatale e primi mesi.

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