Universi Sonori – Il prodigioso canto della “madre segreta”

eliincintacanta

Ci siamo addentrati finora nel mondo sonoro dell’embrione e del feto e abbiamo esplorato a grandi linee le caratteristiche principali del vissuto recettivo sonoro intrauterino. Nello specifico ho definito il primo trimestre di gravidanza come fase vibratoria, il secondo come fase recettiva e in questo nuovo incontro ci addentreremo nell’ultima fase di gravidanza, quella reattiva.

La fase “reattiva” inizia indicativamente intorno al settimo mese di gestazione, quando l’apparato uditivo è ben funzionante da diverso tempo e il feto è stato in ascolto per almeno 2 mesi.
A seguito di una fase di ascolto “passivo” inizia ora una fase di ascolto “attivo”, in cui il feto, attraverso il movimento corporeo, risponde agli stimoli esterni ed in particolare alle carezze che la mamma e/o il babbo gli fanno contenendo e accarezzando la pancia ormai tirata e abbondante, e a quelli provenienti dall’interno (voce della mamma, il suo cuore, il respiro, le viscere etc…).

Inizia un periodo in cui il bambino/a inizia a farsi conoscere, comprendere, riconoscere. Se rispetto del bambino significa che ha il “diritto di essere ascoltato, capito, accettato e amato così com’è, ricevendo adeguati feedback ai suoi messaggi, sostegno e apprezzamento positivo nelle sue iniziative” (Gabriella Arrigoni Ferrari  – Presidente dell’ANEP, Associazione Nazionale Educatori Professionali), allora anche il bambino prenatale ha il diritto di essere ascoltato, capito, accettato e amato, e l’ultima parte della gravidanza è la fase in cui la nuova famiglia può già attivare questo atteggiamento, avendo delle reali modalità di lettura del bambino prenatale che ora si relaziona secondo caratteristiche individuali, rispondendo agli stimoli tattili e sonori che riceve dal mondo che lo circonda.

In natura la donna in gestazione, anche prima di ascoltare direttamente il proprio piccolo con tutti i suoi movimenti quotidiani, accoglie questa nuova vita con attenzione, accudimento, cibo e amore; interessante introdurre il concetto di “madre segreta”, la mamma della mamma, la condizione che esiste prima che una donna realizzi di essere diventata madre, presa di coscienza questa che non avviene in un attimo o quando il bimbo nasce, ma molto lentamente.
Il piccolo ha bisogno di essere accudito e di entrare in contatto profondo con la sua mamma, e la “madre profonda o segreta” risponde a quest’esigenza producendo progesterone; l’aumento di quest’ormone induce a rallentare i ritmi delle attività quotidiane e a cercare spazi di silenzio e di interiorizzazione.
Può essere così facilitato il processo di introversione che porterà la madre reale a calarsi sempre più profondamente in sé stessa per entrare in contatto con il suo bambino. Inoltre, in previsione del bisogno del bimbo di maggior nutrimento e di un ambiente favorevole, il progesterone, rallentando la muscolatura intestinale, induce ad un miglior assorbimento delle sostanze nutritizie e, nello stesso tempo, agisce sul centro nervoso del respiro (20% in più di ossigeno); ancora favorisce lo sviluppo della ghiandola mammaria.

fetoascolto

Inoltre sin dalla 4° – 5° settimana di gestazione aumenta il livello di prolattina, un ormone che induce un comportamento materno e quindi rafforza il lavoro dell’ossitocina (ormone dell’amore). Questo non è che l’inizio dell’intenso dialogo (ormonale e psicologico) che avviene tra la mamma e la sua creatura e che fa in modo che quest’ultima, da subito, si senta amata e accudita, in altre parole che si senta “a casa”.
In questo clima di spinta biologica si inserisce il bambino che ora risponde, si rilassa, dorme o si attiva mettendo la madre sempre in connessione con il suo vissuto interno.

Negli incontri che propongo di musica e canto prenatale generalmente le madri che partecipano sono quasi tutte dentro l’ultimo trimestre e l’idea di cantare al proprio bambino è semplificata dalle risposte dirette che il piccolo promuove. Interessanti le esperienze quotidiane, al di là di quelle che avvengono durante gli incontri, quando le mamme e i padri si ritrovano a cantare per i loro piccoli in un clima di benessere e rilassamento con il calcetto sempre presente ogni volta che il canto si interrompe. Ho chiesto ad Alessia, mamma di Luca, di poter pubblicare una mail che mi ha scritto un paio di anni fa in relazione agli incontri che ha fatto di canto prenatale: ha acconsentito e la ringrazio.

“…Ogni sera io e mio marito abbiamo cantato per Luca, coscienti che ci avrebbe sentito, conosciuto e che ci avrebbe apprezzato, nonostante le possibili stonature! Io e mio marito, come non mai siamo stati vicini e uniti in attimi di profondo incontro trovando finalmente uno spazio nuovo in cui stare con Luca, che altrimenti era tutto solo mio…ma non sapevo come comunicarci, né chi fosse, né come farlo sentire amato; con la mia voce poi piano piano ogni sera l’ho cercato e lui mi ha fatto sentire che lo avevo trovato, ogni volta che smettevo di cantare mi calciava, io sentivo che dovevo cantargli ancora e lui si rimetteva in ascolto e così via. Che serenità, quanta intimità per me che non avevo mai cantato! E così sono riuscita ad allargare anche a mio marito questa esperienza, c’è voluto un po’, ma l’abbiamo sentita la via giusta per stare con Luca insieme”. Grazie Alessia e Luca…

Consigli pratici
Accarezzare la pancia e cantare semplici melodie, anche senza parole definite, dieci minuti al giorno come base, in un clima di relax, anche in compagnia del vostro compagno, aiuteranno voi e il vostro piccolo/a ad una conoscenza reciproca, gettando le basi per quel rapporto emotivo e affettivo che si sviluppa già in pancia…Siete stonati?…Niente paura…per lui/lei sarà la cosa più bella che vivrà nei 9 mesi di gestazione…e quando vi ricapita!

Elisa Ridolfi

Per leggere gli altri articoli di Universi Sonori, vai alla pagina dedicata della rubrica. Se hai domande o curiosità da rivolgere ad Elisa, scrivi a info@fanoperbambini.it.


Elisa_RidolfiElisa Ridolfi è psicologa, musico-terapeuta, cantante e mamma di 2 bimbe. Dal 1999 si occupa della divulgazione in Italia del Fado portoghese ed ha collaborato con Lucio Dalla, Eugenio Finardi, Peppe Servillo, Francesco Di Giacomo (voce del Banco del Mutuo Soccorso), Enzo Gragnaniello, Fausto Cigliano, Marco Poeta, Musicultura…e a livello internazionale con Ana Moura, Jorge Fernando, Riccardo Ribeiro, Ana Sofia Varela, Antonio Chainho, Argentina Santos etc…Da sempre sperimentatrice vocale studia, grazie agli ultimi anni vissuti tra gravidanze e post-parto e al diploma conseguito all’università di Bruxelles in musicoterapia, il magico mondo della musica e del canto prenatale e primi mesi.

Dillo ai tuoi amici Share on FacebookPrint this pageEmail this to someone


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER