Universi Sonori – In principio era il suono

fetoascoltoL’attacco di un concerto gode di più privilegi dell’incipit di un articolo. Un articolo è composto dalle stesse parole che usiamo ogni giorno per spiegare, descrivere, chiedere, litigare, esultare, dire la verità e mentire. Così le parole sulla pagina scritta devono competere con quelle che abbiamo nella mente. La musica dispone di un mondo di associazioni ben più vasto, proprio in virtù della sua natura ambivalente: è nel mondo quotidiano, ma non la usiamo se non per emozionarci, rilassarci, attivarci e vivere momenti “fuori” dal mondo.

Oggigiorno la musica è ovunque: nei ristoranti, negli aeroporti, al supermercato e in molte altre situazioni analoghe, ma proprio questa sua onnipresenza costituisce il maggior ostacolo alla sua reale integrazione nella nostra società.
Da quando ho iniziato a proporre percorsi di musica prenatale e primi mesi, l’obiettivo base è sempre stato quello di permettere alla musica una presenza naturale ed elitaria nella vita quotidiana delle persone, lavorando su concetti “ovvi” che promuovessero una cultura del fare musica non solo da parte dei professionisti all’interno di spazi autorizzati (teatri, locali, piazze, conservatori e scuole di musica), ma nelle proprie case, sui propri divani, nei propri letti, durante una cena con amici. La maternità e la paternità sono tra le uniche fasi in cui le persone sono pronte a rimettersi in contatto con la meraviglia e lo stupore dell’esistenza, con una naturale tendenza alla riscoperta del proprio personale potenziale, grazie ad un corpo che muta e riesce a fare cose inimmaginabili, così naturalmente…e questa è una occasione da non perdere per ricontattare la nostra naturale tendenza alla Musicofilia…

foto1Parola splendida, Musicofilia, ne basta il suono ed una lettura ad alta voce per sentirne i giovamenti. Come tradurla…amore per la musica, passione per la musica? Ci sono termini che se esplicitati perdono di natura…la Musicofilia è la Musicophilia e tutti noi sentiamo di che si tratta, anche se non lo sappiamo.

Ora…dobbiamo ritornare alle origini, indietro, sempre di più, da dove nasce questa musicofilia, per assaporarne l’essenza. Qualcuno scriveva “In principio era il verbo” e mai, come dopo aver studiato musica in gravidanza, ho compreso questa frase che risuona nel nostro sapere condiviso da quando siamo arrivati su questo pianeta.

All’inizio dell’ esistenza di ciascuno di noi, quando eravamo poche cellule che si andavano organizzando rapidamente, c’era il verbo, il suono, e noi eravamo già capaci di recepirlo. Che cosa è stato per ognuno di noi questo primo suono? Il cuore della nostra mamma, incessante, sempre presente, ritmato e certo, giorno e notte, vicinissimo fisicamente a noi e alla nostra pelle. Qualcuno potrebbe obiettare: ma il feto non sente prima del quinto mese! Ed in effetti questo suono arriva molto più tardi al feto.

La cosa sorprendente è che lungo tutto il primo trimestre, agli albori della gravidanza, l’embrione ha già sviluppato la capacità di accogliere il suono, le prime cellule recettive sono epiteliali e sentiamo con la pelle. Questa possibilità recettiva, la prima che ci permette di essere immersi in un ambiente che ci stimola e non ci fa sviluppare in isolamento, continua ad essere attiva in ognuno di noi ancora oggi.
Quando andiamo ad un concerto o abbiamo la possibilità di ascoltare uno strumento acustico, o semplicemente quando siamo immersi in un mondo che emette suono -cioè sempre – ad accogliere l’elemento sonoro sono sì le nostre orecchie, ma è ancora e anche la nostra pelle: queste cellule epiteliali sonore non hanno mai smesso di funzionare a meraviglia.
campanatibetana

Nel primo incontro di musica prenatale cerco di introdurre questo enorme concetto e di promuovere un nuovo contatto con questa prima esperienza recettiva, che tutti noi abbiamo già vissuto in fase embrionale.
Armata di campana tibetana, uno strumento popolare di origine religiosa, formato da metalli fusi insieme, capace di avere un’intonazione e di risuonare a una specifica frequenza, tra l’altro con una forma tonda (come una ciotola di metallo per intenderci), riattivo l’ascolto epiteliale, il primo ascolto, utilizzando una zona del corpo che ancora oggi ha una altissima densità di queste cellule recettive, i palmi delle mani.
La sorpresa è notevole…scoprire che siamo in grado di sentire le vibrazioni con la pelle, vibrazioni, cioè suono, perchè è in forma di vibrazioni che il suono si propaga dalla fonte di emissione all’organo deputato al ricevimento (tutti conosciamo chi più chi meno il concetto del timpano…movimento meccanico/ vibratorio).
Alcuni sintetizzano così: nei primi mesi sentiamo come i pesci, o i serpenti, siamo in grado di recepire le vibrazioni emesse dai suoni.
Bene non mi dilungo oltre, e vi consiglio di sperimentare e riattivare questo ascolto epiteliale, il primo contatto con il resto del mondo.

Suggerimenti pratici:

Oltre alla campana tibetana che può essere difficile da reperire, in generale tutti gli strumenti acustici emettono vibrazioni e i palmi delle mani ve li portate sempre comodamente dietro. Quando vi trovate in compagnia di un pianoforte, anche a muro, mettete le mani vicino alle corde e ai martelletti e buon ascolto! Se mai vi capiterà di passare una serata informale con una tromba, un sax baritono, perchè no…un gong o un didgeridoo (per chi avesse abitudini più esotiche)…beh potete essere delle enormi orecchie.

Elisa Ridolfi


Elisa_RidolfiElisa Ridolfi è psicologa, musico-terapeuta, cantante e mamma di 2 bimbe. Dal 1999 si occupa della divulgazione in Italia del Fado portoghese ed ha collaborato con Lucio Dalla, Eugenio Finardi, Peppe Servillo, Francesco Di Giacomo (voce del Banco del Mutuo Soccorso), Enzo Gragnaniello, Fausto Cigliano, Marco Poeta, Musicultura…e a livello internazionale con Ana Moura, Jorge Fernando, Riccardo Ribeiro, Ana Sofia Varela, Antonio Chainho, Argentina Santos etc…Da sempre sperimentatrice vocale studia, grazie agli ultimi anni vissuti tra gravidanze e post-parto e al diploma conseguito all’università di Bruxelles in musicoterapia, il magico mondo della musica e del canto prenatale e primi mesi.

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