Universi Sonori – In sala parto: il ruolo dell’identità sonora

Woman in LaborIl momento più atteso, il punto di arrivo psico/fisico per ogni donna in gestazione è il presentarsi delle contrazioni che avviano travaglio e parto.

Questa esperienza rappresenta un salto nel vuoto per tutte le donne, soprattutto per chi è alla prima esperienza, con il primo figlio in arrivo.

Per quanto si siano acquisite informazioni teorico/pratiche, ci si sia confrontate in diverse occasioni con le figure sanitarie di riferimento (ginecologo, ostetrica, medico di base etc…), l’arrivo della prima effettiva contrazione presenta uno stato completamente nuovo, inimmaginabile, sconosciuto e intimo.

L’ultimo mese di gravidanza viene generalmente descritto come “infinitamente lungo” a causa dell’impaccio fisico che si vive e di tutti i sintomi fisiologici che si devono fronteggiare giorno e notte (acidità di stomaco,insonnia, mobilità a dir poco goffa, gonfiore generale etc…). Anche grazie a questa condizione generale di affaticamento, la donna al nono mese sente il desiderio di portare a termine questa fase impegnativa e stupenda dell’esistenza e affrontare l’ultimo scalino che le permetterà di tenere per la prima volta suo figlio tra le braccia.

Da anni si è iniziato a parlare di musica per travaglio e parto, musica da ascoltare, sia per chi decide di partorire in casa sia nelle stanze di un ospedale.

La possibilità di scegliere il repertorio musicale con cui affrontare travaglio e parto è consolidata e si arriva in ospedale con la musica giusta per l’arrivo del bambino.

Le musiche che vengono scelte sono le più disparate, dalla musica classica (spesso con il quotatissimo Mozart), al jazz rilassante e non invasivo, alla voce del cantante preferito, quello che si canta a perdifiato in macchina per intenderci, a musiche di rilassamento new-age come suoni del mare e canti dei delfini; ce n’è per tutti i gusti, a seconda del percorso personale di ogni individuo negli anni.

mozart

Spesso mi si chiede durante gli incontri di Musica Prenatale, qual è la musica più adatta durante il travaglio e il parto; quella musica che può, quasi per forza magica intrinseca, aiutare la mamma nell’affrontare al meglio i dolori delle contrazioni, la stanchezza delle ore di impegno fisico e infine capace di fornire la giusta concentrazione nelle spinte finali…Per esperienza rispondo che non è stata trovata La Musica capace di attivare tutti questi aspetti benefici solo per come è stata scritta nota per nota in fase compositiva, o per come è stata eseguita dai musicisti che l’hanno incisa.

Ci può però aiutare il concetto di ISO… Identità Sonora, ovvero “l’insieme infinito delle energie sonore acustiche e di movimento che appartengono ad un individuo e lo caratterizzano” (Benenzon).

Tutti gli esseri umani possiederebbero perciò un’identità sonora che li caratterizza e li differenzia dagli altri.

L’ISO riassume in sé:

  • i nostri archetipi sonori, tutto ciò che ci è stato trasmesso attraverso i cromosomi
  • le esperienze durante i mesi di gestazione, il parto e lo sviluppo sociale e culturale

Ogni persona necessita della Sua musica, sempre la stessa per tutte le fasi di un parto o a volte varie musiche a seconda del momento che si sta vivendo (inizio travaglio, aumento della frequenza e durata delle onde contrattili, spinte finali).

Interessante la scelta di una coppia che in una prima fase, quella in cui arrivano le prime contrazioni, per intenderci distanziate nel tempo e di intensità medio-bassa, si sono divertiti e rilassati cantando insieme Enzo Jannacci, personalità musicale molto amata dalla coppia che ha ritrovato nella sua vocalità e nei suoi particolari racconti musicali un naturale incontro e un’energia frizzante e divertita utilissima per affrontare questa esperienza unica. Da Jannacci, una volta raggiunto l’ospedale, la musica idonea è stata la musica classica, meno cognitiva e individuale, una musica comunitaria, orchestrale, senza parole, capace di essere un supporto emozionale per le spinte finali.

Riporto questa esperienza per chiarire l’importanza di sintonizzarsi con la musica che più promuove e ha promosso nella nostra personale vita stati di benessere, di emozione, di affetto, di rilassamento…questa capacità dipende dal vissuto personale, culturale e familiare di riferimento e non da una legge assoluta slegata dal vero percorso di ognuno.

La musica in ascolto durante travaglio e parto, oltre ad essere un importante appiglio psicologico per la donna, come nell’esperienza riportata sopra, può rappresentare per il compagno un elemento utile per avvicinarsi emotivamente alla compagna e al suo vissuto, così da promuovere tutto quel meccanismo fondamentale di contenimento e supporto psico/emotivo necessario per una buona riuscita del parto. La scelta dell’elemento sonoro risulta quindi delicata qualora gli volessimo dare un ruolo attivo e utilizzarlo in tutti gli aspetti che possono essere promossi.

Il lavoro che svolgo legato alla musica e al canto prenatale tende a sviluppare una vicinanza da parte della donna in gestazione con la propria vocalità, con il proprio canto, con una respirazione profonda e l’uso del suono vocale in coppia; poco è lo spazio che dedico alla scelta della musica in ascolto durante travaglio e parto anche se risulta una vera risorsa, ricca di sfacettature.

Proposta conclusiva:

Nel riflettere un possibile percorso di ascolto per travaglio e parto, in virtù delle varie fasi che generalmente si presentano, direi che si possa pensare, ognuno con le proprie musiche e gusti musicali, a un percorso che parta da un contatto cognitivo, una musica che ci permette di vivere una certa leggerezza, contatto con la nostra storia individuale e di coppia (forma canzone), per poi scendere in musiche più emotive e astratte (jazz, classica, world) e utilizzare nella parte finale delle spinte l’essenziale dell’elemento sonoro base, il ritmo, capace di convogliare energia e concentrazione, penso a dei tamburi e al loro scandagliare il tempo con vitalità e verità. Nulla di esoterico ma sicuramente centrato. Una premura, la musica che accompagna l’arrivo di un bimbo/a non sarà più la stessa riascoltata anche ad anni di distanza, ad esempio io non ho ancora la possibilità di ascoltarmi Keith Jarrett e il The Köln Concert senza venir catapultata in sensazioni psico-fisiche legate al mio primo travaglio…

Elisa Ridolfi

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Elisa_RidolfiElisa Ridolfi è psicologa, musico-terapeuta, cantante e mamma di 2 bimbe. Dal 1999 si occupa della divulgazione in Italia del Fado portoghese ed ha collaborato con Lucio Dalla, Eugenio Finardi, Peppe Servillo, Francesco Di Giacomo (voce del Banco del Mutuo Soccorso), Enzo Gragnaniello, Fausto Cigliano, Marco Poeta, Musicultura…e a livello internazionale con Ana Moura, Jorge Fernando, Riccardo Ribeiro, Ana Sofia Varela, Antonio Chainho, Argentina Santos etc…Da sempre sperimentatrice vocale studia, grazie agli ultimi anni vissuti tra gravidanze e post-parto e al diploma conseguito all’università di Bruxelles in musicoterapia, il magico mondo della musica e del canto prenatale e primi mesi.

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