Universi Sonori – La Psicofonia e i benefici del canto prenatale

bambinonatoSiamo arrivati zitti zitti al quarto appuntamento settimanale di questa rubrica che si pone l’obiettivo di condividere esperienze, saperi, cultura e curiosità rispetto al mondo della musica, al canto prenatale e ai primi mesi di vita.
Fino ad oggi ho cercato di introdurre il mondo sonoro dell’embrione, del feto e del bambino in fase pre-natale con relative possibilità da parte delle figure genitoriali di vivere con più consapevolezza e risorse personali questo splendido e unico periodo dell’esistenza.

Avendo definito il suono l’elemento principe di contatto con il bambino/a in pancia, e la voce della mamma come il vero ponte con la realtà che lo sta aspettando, mi sembra corretto introdurre dei concetti legati al Canto Prenatale e a quella disciplina specifica chiamata Psicofonia, utilizzate in Italia proprio per accompagnare la gestazione con notevoli benefici per la mamma, il nascituro e la famiglia tutta.

I miei studi in musicoterapia si sono svolti a Padova, e con mia grande fortuna, da donna sempre in gestazione quale sono stata durante questi 3 anni di percorso, ho avuto la possibilità di conoscere la musicoterapia pre e postnatale attraverso una figura chiave per questi studi nel nostro paese, l’ostetrica e musicoterapeuta Elisa Benassi. Questa donna negli ultimi 30 anni ha promosso, elaborato, accresciuto e sviluppato tecniche e discipline tutte incentrate su canto e musica pre e post parto permettendomi, nello specifico, di iniziare a masticare un mondo ricco e incredibile.

La Dott.ssa Benassi ha sviluppato una metodologia denominata Training psicofonetico per il parto, ispirata a sua volta dal percorso del Canto Prenatale di Marie-Louise Aucher (cantante), sviluppato con la partecipazione di Chantal Verdière (ostetrica) e F. Leboyer (ginecologo e promotore della nascita senza violenza). Il Canto Prenatale è l’applicazione al periodo della gestazione degli studi sviluppati dalla Aucher nella disciplina della Psicofonia (disciplina più ampia che non si rivolge esclusivamente alla fase pre e post parto).

pentagramma

A tal proposito scrive Elisa Benassi:
“L’obiettivo primario della Psicofonia è quello di accompagnare l’uomo sonoro a riconoscere sensorialmente, affettivamente e simbolicamente il baricentro, l’equilibrio della propria voce in accordo con il baricentro corporeo, con il ritmo interiore, con le immagini mentali, con le verità personali espresse nella parola. Nel percorso, la voce sempre più timbrata e ricca di armonici, viene apprezzata come il mezzo privilegiato di riconoscimento e di espressione di sé”. (Benassi, 2002)

Il Canto Prenatale è un percorso di evoluzione personale, particolarmente spontaneo e naturale in una fase che già biologicamente promuove una evoluzione e dei benefici difficilmente elencabili vista la quantità, ma banalmente potrei sintetizzarli in questo modo:

• gravidanza come esperienza di dialogo tra madre e bambino/a;
• possibilità per il padre di avere un ruolo attivo di contenimento, sostegno e relazione con la mamma e il nascituro;
• aumento del benessere psico-fisico per mamma e bambino/a: cantando la mamma si rilassa, si dinamizza, si tonifica;
• aumento della propria percezione corporea, del respiro, del senso di affanno, stati di apnea, facilitando nella donna un ruolo attivo durante travaglio e parto;
• aumento della produzione e liberazione di endorfine, aumento dello stato di benessere generale e sensazione di riuscita e piacevolezza dello stare in gestazione e nella fase perinatale e post natale;
• azione analgesica del suono (Audioanalgesia), e dall’altro gli effetti auto-terapeutici della voce umana (Vocoanalgesia). L’azione vibratoria della fonazione permette che il travaglio e il parto vengano vissuti con minor dolore e con una notevole riduzione dei tempi.

Questo elenco potrebbe essere davvero lunghissimo e mi fermo qui riportando un altro piccolo concetto ben espresso dalla Dott.ssa Benassi:
“Il corpo è percepito come dimora del bambino e della voce. In prossimità del travaglio è pensato come lo strumento che si attiva allo stesso modo nell’esperienza fonatoria ed in quella del parto. La presenza consapevole connessa all’esperienza vocale suggerisce percezioni di padronanza di sé ed una rinnovata fiducia nella possibilità di affrontare attivamente il lavoro fisico e psichico legato alla nascita del bambino”. (Benassi, 2000)

Promemoria:
Mi sembra utile ricordare che il feto sente e ascolta la voce materna dal quinto mese di gestazione ad un volume di 80 decibel (la musica in discoteca è 110) e che le frequenze vocali materne non vengono tagliate dalla condizione di ascolto attraverso un liquido, mentre tutti i suoni provenienti dall’esterno sono molto meno ricchi di frequenze, soprattutto quelle acute. La voce della mamma assume così delle caratteristiche straordinarie…non è un suono, bensì Il Suono, ricco, colorato di frequenze timbriche, dinamiche, tutti aspetti tra l’altro musicali, che non sono concessi a nessun altro suono e a nessun’altra voce. Detto ciò…bello parlare al bambino, stupendo riscoprire la musicalità della vocalità.

Elisa Ridolfi

Per leggere gli altri articoli di Universi Sonori, vai alla pagina dedicata della rubrica. Se hai domande o curiosità da rivolgere ad Elisa, scrivi a info@fanoperbambini.it.


Elisa_RidolfiElisa Ridolfi è psicologa, musico-terapeuta, cantante e mamma di 2 bimbe. Dal 1999 si occupa della divulgazione in Italia del Fado portoghese ed ha collaborato con Lucio Dalla, Eugenio Finardi, Peppe Servillo, Francesco Di Giacomo (voce del Banco del Mutuo Soccorso), Enzo Gragnaniello, Fausto Cigliano, Marco Poeta, Musicultura…e a livello internazionale con Ana Moura, Jorge Fernando, Riccardo Ribeiro, Ana Sofia Varela, Antonio Chainho, Argentina Santos etc…Da sempre sperimentatrice vocale studia, grazie agli ultimi anni vissuti tra gravidanze e post-parto e al diploma conseguito all’università di Bruxelles in musicoterapia, il magico mondo della musica e del canto prenatale e primi mesi.

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