Uno+Uno=Tre – Dall’essere figli al diventare genitori…

“…Caratteristica più importante dell’essere genitori: fornire una base sicura da cui un bambino o un adolescente possa partire per affacciarsi nel mondo esterno e a cui possa ritornare sapendo per certo che sarà il benvenuto, nutrito sul piano fisico ed emotivo, confortato se triste, rassicurato se spaventato”.
J. Bowlby

genitorialitàGià dal momento  in cui compaiono quelle due lineette sul test di gravidanza si ha la netta sensazione che niente sarà più come prima; benché ci sia fin da subito una vocina che consiglia di andarci piano,  i pensieri vanno veloci, l’immaginazione vola, le emozioni fanno le capriole. Dopo essersi ripresa dalla scoperta di aspettare un bambino, la coppia si prepara a diventare una famiglia, i figli si preparano a diventare genitori; i 9 mesi di gestazione servono al feto a crescere, ai futuri genitori…anche! Solitamente si parla di bimbi nati pre termine, ma ci sono anche una mamma e un papà nati prematuramente che non hanno avuto la possibilità di usare tutto il tempo necessario a prepararsi psicologicamente al loro ruolo.

Dopo la preoccupazione per il feto, tipica dei primi mesi di gestazione, la coppia inizia a fantasticare e ad immaginarsi genitori, ognuno fa inevitabilmente i conti con il modello genitoriale sperimentato nella propria famiglia di origine. La transizione alla genitorialità può riattivare ricordi dell’esperienza infantile; durante questa delicata fase è auspicabile un continuo confronto all’interno della coppia che possa consentire una rilettura consapevole e costruttiva di quanto vissuto nel ruolo filiale; grazie a questo scambio i neo-genitori si prefigurano nella nuova veste genitoriale condividendo speranze, incertezze e timori.

autostimaLa nascita dei figli rappresenta una fase del ciclo vitale di una famiglia in cui tutti i membri fanno un salto generazionale: i partner diventano genitori, i genitori diventano nonni, i fratelli dei genitori diventano zii etc…. Ognuno si troverà ad indossare un nuovo vestito e ad accettare quello degli altri familiari! Chi diventa genitore inevitabilmente perde un po’ del suo essere figlio e dovrà anche “accettare” che i propri genitori diventino nonni. E’ necessario un cambio di prospettiva e conciliare,ad esempio, l’idea della propria madre con quella della nonna del proprio figlio che, ancor prima di vedere il nascituro, è più “coccolosa”, più apprensiva e via dicendo.

Un altro momento cruciale, che può essere molto commovente e intimo, è quando il neo-genitore, guardando con amore infinito il proprio figlio, si chiede se anche i propri genitori abbiano provato quel forte sentimento nei suoi confronti, se anche loro avrebbero fatto carte false pur di saperlo sano e in salute; questa nuova visuale contribuisce a dare un nuovo e diverso significato ad esperienze della propria infanzia.

Vorrei concludere con una riflessione che mi ha accompagnato negli ultimi anni: la genitorialità, intesa come capacità psicologica di essere un buon genitore, è indipendente dall’avere o meno un figlio; ci sono tante persone che non hanno figli e che sarebbero degli ottimi genitori e ce ne sono anche tante che manifestano un atteggiamento genitoriale positivo  e funzionale, ad esempio, in contesti lavorativi in cui ci si prende cura di persone più fragili.


Silvia_PiersantiSilvia Piersanti è psicologa, psicoterapeuta e mamma di Anita.
Si laurea in psicologia a Bologna e si specializza a “Studi cognitivi” a San Benedetto del Tronto in psicoterapia cognitivo-comportamentale. Costantemente in formazione, è anche terapeuta schema therapy e EMDR.
Da diversi anni si occupa del disagio psicologico e delle molteplici manifestazioni con cui può presentarsi.
Dopo avere conosciuto le emozioni legate alla gravidanza e alla maternità, sente il desiderio di applicare in modo più incisivo la propria formazione a questo delicato periodo di vita, con particolare attenzione al sostegno alla genitorialità e alla valorizzazione dei bisogni dei bambini.

 

 

 

 

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