Uno+Uno=Tre! – Postpartum…

babybluesLa nascita di un bambino è senza dubbio un’esperienza di intensa gioia e tutti si aspettano che i neo genitori siano superfelici e in vena di far festa; in tanti casi è proprio così, però potrebbe anche succedere che la neomamma si senta triste, irritabile e ansiosa, che si percepisca inadeguata nell’assolvere i nuovi compiti che la aspettano, o che pianga senza motivo alcuno: tutto questo è il baby (o maternity) blues. Con il termine “blue”, coniato da Donald Winnicot – pediatra e psicoanalista inglese – ci si riferisce a una condizione di disagio psicologico della neomamma che può insorgere poche ore dopo il parto e può durare da qualche giorno a circa un mese per poi risolversi spontaneamente senza alcun intervento.

Il baby blues colpisce 8 donne su 10 ed è causato dal repentino sbalzo ormonale, dalla stanchezza e dal carico emotivo e psicologico che accompagnano il parto.

Può capitare che alcune mamme, circa il 10% – più a rischio coloro che hanno sofferto di maternity blues – siano colpite dalla depressione post partum, caratterizzata da sintomi più importanti, tra cui: difficoltà nel contatto e nell’allattamento, significativo abbassamento del tono dell’umore, senso di colpa e ambivalenza nei confronti del neonato, preoccupazione eccessiva o disinteresse per il bambino, disturbi del sonno e dell’appetito.

Nel caso della depressione postpartum è importante riconoscerla e agire tempestivamente; in questo caso è fondamentale la presenza del partner e dei famigliari che possono cogliere i segnali del disagio della neomamma e chiedere aiuto a un professionista che possa indirizzare la neo-mamma verso l’intervento più idoneo e appropriato alla sua situazione. La diagnosi e il trattamento della depressione postpartum sono di competenza di uno specialista; solitamente la psicoterapia – individuale, di coppia o di gruppo – garantisce un’efficacia a lungo termine e offre uno spazio in cui la neo-mamma possa esplicitare e condividere i propri vissuti emotivi ed individuare strategie funzionali e adeguate alla gestione degli stessi. A volte può rendersi necessario, sotto controllo medico, anche un intervento psicofarmacologico (ansiolitici e/o antidepressivi). Per concludere vorrei ribadire l’importanza di un supporto familiare, amicale e comunitario che supporti la neofamiglia in un momento così delicato come la nascita di un figlio.


Silvia_PiersantiSilvia Piersanti è psicologa, psicoterapeuta e mamma di Anita.
Si laurea in psicologia a Bologna e si specializza a “Studi cognitivi” a San Benedetto del Tronto in psicoterapia cognitivo-comportamentale. Costantemente in formazione, è anche terapeuta schema therapy e EMDR.
Da diversi anni si occupa del disagio psicologico e delle molteplici manifestazioni con cui può presentarsi.
Dopo avere conosciuto le emozioni legate alla gravidanza e alla maternità, sente il desiderio di applicare in modo più incisivo la propria formazione a questo delicato periodo di vita, con particolare attenzione al sostegno alla genitorialità e alla valorizzazione dei bisogni dei bambini.

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